Logo Arteecritica

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

 
 
 
spacer

LA PROGRAMMAZIONE DEL CASTELLO DI RIVOLI, TRA ITALIA E RUSSIA

Luigi Ghirri, Capri, 1981, dalla serie Paesaggio italiano, project print © Eredi di Luigi Ghirri.
Courtesy Fondo di Luigi Ghirri.

Il Castello di Rivoli spazia dalla Russia all’Italia attraverso quattro mostre, diverse ma accomunate da uno sguardo rivolto tanto al passato quanto al presente. Si comincia con le personali del progetto Le Scatole Viventi / The Living Boxes: fino a metà gennaio RivoltArteAltrove, a cura di Andrea Bellini, offre una panoramica sul percorso creativo di Luigi Ontani. Dalle fotografie acquarellate degli anni ’70 alle maschere in legno realizzate a Bali, fino ad opere inedite create appositamente per la mostra ed ispirate alla città di Torino, si ricostruisce così l’universo di Ontani: un mondo fatto di varie ispirazioni e tecniche, nel segno di un immaginario ludico che si dipana attraverso una vasta gamma di simboli e segni visivi. A seguire, la retrospettiva dedicata a Luigi Ghirri e curata da Elena Re (con un catalogo corredato da interviste ad Andrea Bellini, Paola Ghirri e Massimo Minini) presenta un punto di vista inedito sull’opera del fotografo. In mostra i Project Prints, le prime stampe a contatto realizzate per visualizzare il suo lavoro, oltre ad una raccolta di maquette di opere degli anni ’70, scritti, oggetti e documenti tratti dal suo archivio. È questo un modo per approfondire il suo concetto di fotografia, intesa come linguaggio visivo basato su un progetto che preceda l’operae sia tanto autonomo per ogni immagine quanto dotato di un valore strutturale d’insieme. La mostra, il cui sottotitolo costituisce una sua definizione della fotografia, Un’avventura del pensiero e dello sguardo, rimarrà aperta fino a marzo. Nel frattempo, anche il Castello di Rivoli contribuisce al progetto Arte Povera 2011 ideato da Germano Celant, attraverso Arte Povera International, curata dallo stesso Celant e da Beatrice Merz. La mostra, aperta fino a febbraio, propone un confronto tra le opere dei poveristi e quelle, esposte in mostre tra il 1966 ed il 1972, di vari artisti internazionali loro contemporanei. Un dialogo storico tra Arte Povera e parallele correnti artistiche quali la Land Art, la Conceptual e la Body Art, attraverso una selezione di opere provenienti tanto dai musei italiani quanto da collezionisti privati. All’interno di questa prospettiva più ampia vi è anche spazio per un’antologia di video d’artista. Lo sguardo si volge invece all’Est Europa con la collettiva Russian Cosmos,a cura di Olga Sviblova, che si inserisce nel quadro più ampio di uno scambio culturale internazionale tra il nostro paese e la Russia; un confronto iniziato con la mostra Arte Povera a Mosca. Opere della collezione del Castello di Rivoli, tenutasi quest’estate nella capitale sovietica. Nell'esposizione, che chiuderà a febbraio, sono presenti opere di oltre trenta artisti, raccolte sotto l’insegna del cinquantesimo anniversario del primo volo spaziale di Yuri Gagarin, l’inizio dell’era dell’esplorazione spaziale. A partire da quello storico evento, e dall’attività di scienziati russi che ne prepararono il terreno come Tsiolkovsky e Korolyov, l’immaginario collettivo russo è stato fortemente segnato dal mito del cosmo visto come spazio infinito in attesa di essere esplorato. Così anche il panorama artistico e culturale ha subito il fascino di questo mito moderno, declinato nei temi delle distanze e del sogno, tra macchine e immaginario. Ecco allora che, a fianco di oggetti e modelli realizzati a mano di Tsiolkovsky, troviamo installazioni, cartoon, video e fotografie di autori storici e contemporanei, da Malevich ad Ilya ed Emilia Kabakov.

Caserta, 1987, dalla serie Un piede nell’Eden, project print © Eredi di Luigi Ghirri. Courtesy Galleria Massimo Minini.

Anonimo, Senza titolo (Yu. Gagarin e N. Khruschev), anni ’60. Collezione del Multimedia Art Museum, Mosca © Multimedia Art Museum, Mosca.

Sulla scia delle mostre già inaugurate e ancora visitabili – tra queste le due luminose giostre di Carsten Höller nella Sala Enel (Double Carousel with Zöllner Stripes) e i lavori di Elisa Strinna e Adelita Husni-Bey, vincitrici del Premio 6ARTISTA, nell'ala storica – la programmazione per il prossimo 2012 si connota per l'attenzione ai molteplici linguaggi dell'arte contemporanea: dalle esposizioni monografiche di Mircea Cantor e Marcello Maloberti, che condividono da marzo la Sala Enel per la prima volta gestita in due spazi, alla collettiva Re-generation, che la occupa da maggio con oltre trenta artisti italiani e stranieri chiamati a confrontarsi col tema della rigenerazione e del ritorno (oltre che con la geografia e le spinte creative della capitale). Nelle due project room si parte in primavera con un Omaggio a Vettor Pisani a pochi mesi dalla sua scomparsa, e con Casting Jesus di Christian Jankowski, una riflessione sui rituali di massa condotta dall'artista tedesco attraverso lo strumento del video. Con uno sguardo al collezionismo, la Sala Bianca apre i battenti ad un primo focus sull'argomento ospitando la Collezione Berlingieri, avvio di un ciclo indirizzato all'attualità del fenomeno e all'esposizione di alcune significative raccolte, nazionali e internazionali.

Ivan Mikhailov, dalla serie Playground, 2010. Collezione del Multimedia Art Museum, Mosca © Ivan Mikhailov

Nell'ambito di MacroLab – progetto di ricerca che include anche la redazione, gli archivi e la didattica – la novità più rilevante è l'istituzione delle residenze d'artista, con la creazione di quattro atelier al terzo piano del museo e di due appartamenti privati, messi a disposizione dei selezionati per quattro mesi in cui potranno approfondire il loro lavoro, e vivere momenti di apertura e scambio col pubblico grazie ad open studio, seminari, workshop, studio visit e tavole rotonde; i primi invitati sono gli italiani Carola Bonfili e Luigi Presicce, l'inglese Graham Hudson e il peruviano Ishmael Randall Weeks, chiamati direttamente a partecipare ad un primo fase test previsto tra febbraio e maggio.
È invece MacroLive il programma del MACRO riservato all'approfondimento attraverso gli strumenti dell'incontro e del dibattito: dalla presentazione del catalogo ragionato di De Dominicis a SlowNet, una piattaforma di riflessione sulle nuove tecnologie nata con lo scopo di dare vita ad un quotidiano in formato cartaceo, fino al progetto Una Storia, che ripensa il talk in chiave multimediale attraverso lo slide-show presentato da ciascun artista invitato; a questo si affianca la proposta culturale di rassegne musicali, reading, manifestazioni coreutiche e teatrali, proiezioni e spettacoli ospitati nella sede del MACRO Testaccio, dove inoltre verrà ospitata una personale di Marco Tirelli.


Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player