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CLAIRE FONTAINE A ROMA. MANUALE PER AZIONI SOVVERSIVE

Passepartout deciso a scardinare ogni "enclosure", La chiave di Claire Fontaine può davvero aprire tutte le porte: non a caso la bump key di cui riproduce il profilo al neon, nella Fondazione Pastificio Cerere, è un accessorio ben poco pubblicizzato perché capace di condurre chiunque in qualsiasi privata abitazione. Che il privato sia concetto antitetico ed anzi combattuto dal dettato collettivista che la muove (sono gli stessi fondatori del collettivo francese a rifersi a se stessi in terza persona singolare femminile), Claire Fontaine lo ha già ampiamente dimostrato nella recente personale al Museion di Bolzano, e lo afferma in questi mesi a Roma affiancando alla mostra a San Lorenzo il manifesto nel cortile, che è un prelievo Comunistico dal vocabolario Zingarelli – ed è seguito della rassegna Postcard from... curata, come la mostra, da Marcello Smarrelli –, e pure un'altra personale nello spazio romano di T293. In questa sede, con Ma l’amor mio non muore, è il titolo del testo omonimo che rischiò il sequestro negli anni settanta ad essere protagonista della scritta al neon, controparte al video Situations in cui, come nel libro, gli attori danno le istruzioni visuali per il compimento di azioni sovversive.

Claire Fontaine, Comunistico, 2012, Fondazione Pastificio Cerere, Roma.
Foto Claire Fontaine.

Claire Fontaine, Situations, 2011.

 

 

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