Chiara Camoni, Senza titolo, mosaico, 2011-2012. Courtesy SpazioA, Pistoia.
"Di solito siamo interessati alla nascita delle forme: arrivano e si muovono nel mondo; troppo poco ci occupiamo della loro scomparsa": così nel testo che accompagna la mostra la dichiarazione d'intenti inaugura la riflessione di Chiara Camoni per SpazioA di Pistoia, dove la sua seconda personale cresce in quel suo clima di ricordi, fatto di leggerezza narrativa e di intimismo evocativo.
Il titolo certe cose prefigura una poetica dell'oggetto rivelatore, un'immagine di sparizione che si nutre di rimandi alla sostanza della memoria; spesso nei suoi lavori è la memoria stessa che sembra disegnare con contorni sottili la finezza del rimando al passato. Un passato delle forme che ritorna ad affacciarsi nella veste del racconto e che ancora la Camoni sembra voler resuscitare attraverso l'assenza, la sospensione, il non-finito, il lavorio del tempo: "Ci sono casi in cui un’apparizione consiste proprio di assenza, altri in cui le forme spariscono per sopravvivere in un altro stato. [...] Conosciamo il fascino di chi ha la forza di andarsene. Poi c’è il lavoro del tempo, dei giorni e delle notti..."
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