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UNO SGUARDO ITALIANO. CORALMENTE FOTOGRAFIA

Eccoli i tredici artisti fotografi che Elio Grazioli presenta alla Galleria Frittelli di Firenze nel mese di maggio: Marina Ballo Charmet, Carlo Fei, Nunzio Battaglia, Paola Di Bello, Marco Signorini, Alessandra Spranzi, Fabio Sandri, Armin Linke, Giorgio Barrera, Davide Bramante, Stefano Graziani, Simone Schiesari, Moira Ricci. Già li conosciamo come formazione della nuova fotografia italiana, in quanto apparsi sul semestrale "Cartaditalia" del novembre scorso. Tra coloro il cui lavoro ci è più familiare e più consonante c’è, per cominciare, il fiorentino Carlo Fei. Grazioli sottolinea che Fei “lavora per serie nette e precise”. È così, infatti, e le serie maggiormente note sono Né più né meno, Fatti di niente e Val di luce Project. L’ultima, molto affascinante, è composta da 12 fotografie in bianco e nero, paesaggi immersi in un nero denso da cui emergono sprazzi di luce che formano nuvole sfrangiate. Tutti conoscono la brava Paola Di Bello, la cui fotografia ha anche un “contenuto sociale forte”, rintracciabile nelle immagini della rivista, intitolate Rischiano pene molto severe e Concrete Island. Anche per il suo lavoro Grazioli ha privilegiato una serie, Rear Window, di cui appaiono tre scatti, i paesaggi urbani di Reggio Emilia e Baghdad, per raccontare i quali citiamo l’artista: “Sono interessata a guardare la città, le strade, i paesaggi urbani dal punto di vista di chi abita lo spazio, da un punto di vista interno, partecipato, non principale e monumentale…”.

Armin Linke, Water shop, Nukua (Aral lake) Uzbekistan, 2001.
Courtesy Galleria Vistamare e Armin Linke.

Davvero enigmatiche, spiazzanti, anche sottilmente umoristiche le foto di Alessandra Spranzi. Scrive il curatore: “Due oggetti che non stanno abitualmente insieme, una situazione incongruente, un gesto senza giustificazione evidente, bastano a creare un piccolo enigma dal sapore magrittiano che interroga sull’accadere…”. Esemplari le immagini a colori: Il taglio dei capelli e Cose che accadono. Per quanto concerne le opere di Fabio Sandri, l’aspetto decisamente interessante è che lavora da molti anni usando il fotogramma, che significa per contatto diretto dell’oggetto sulla carta fotosensibile, “ovvero è artista che modella la luce”. Invece le porte delle stanze fotografate da Armin Linke, ad esempio, confondono il riguardante, nascondono qualcosa, sfalsano la dimensione solita. Molto suggestive le “finestre” di Giorgio Barrera, foto che inquadrano scene domestiche rubate a interni di abitazioni anonime. Eccellenti anche i campi delle “battaglie” che, prive di figure come sono, serbano tracce di ricordi lontani, pagine di storia lette a scuola, dove protagonisti sono la luce e il silenzio. Concludiamo e concordiamo con Grazioli: “Molti altri fotografi e artisti interessanti e di valore sono necessariamente rimasti fuori dalla nostra selezione, ma il panorama che abbiamo cercato di restituire a noi pare rispecchiare alcune questioni fondamentali e insieme la varietà della situazione italiana, senza sacrificare al disegno generale la singolarità di ogni autore”.

Paola Bortolotti

Alessandra Spranzi, Nello stesso momento #15, 2012. Courtesy Galleria Nicoletta Rusconi, Milano.

 

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