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JUDITH RAUM:
DISESTABLISH STORIA COLLETTIVA E VISSUTO INDIVIDUALE.
UNA NARRAZIONE FATTA PER IMMAGINI


Judith Raum: disestablish, è la pubblicazione dell’artista tedesca realizzata a seguito della sua personale lucchese presso Pavillon. Non si tratta soltanto di una documentazione cartacea sul concepimento artistico maturato dall’autrice durante la sua residenza toscana, e testimoniato nell’allestimento della mostra omonima. Il catalogo, edito dalla casa editrice dell’Universität der Künste di Berlino – città dove la Raum vive e lavora – è piuttosto un susseguirsi iconografico di eleganti calligrammi e di immagini che sembrano furtivamente rubate dagli spazi espositivi. I testi e le installation views delle pagine sono elementi inseparabili, come inseparabile è il genius loci della città di Lucca dalle opere dell’artista, la quale ha piantato le sue mani nel terreno della storia di quell’industria tessile che nel Medioevo trasformò precocemente Lucca in una città prodigio dove la produzione e la ricchezza legate al lavoro della mano e all’invenzione di nuove forme e ornamenti, raggiunse un alto valore storico e artistico.
Parte del corredo testuale e illustrativo è legato alla memoria del Tumulto dei Ciompi. È nei particolari di queste vicende, nelle minuzie scritte nei papiri delle nostre memorie, e in quei dettagli che sembrano dimenticati, che vivono le sfumature di una verità storica diversa, uno sguardo fatto di intime casualità e di storie personali dove persiste quello che di più vero e autentico l’umanità ha lasciato, vissuto e sentito.
Così il catalogo è una flemmatica successione di frammenti oratori, di parole che sgorgano direttamente dalle immagini, sfumando dal bianco dell’oblio al netto nero del ricordo, sono radici che raccontano le due città legate alla produzione tessile, Lucca e Firenze, l’artista e il suo periodo in Toscana, un lasso breve di tempo che si erge sull’intera, sconfinata storia di questa terra. Nella struttura, il volume si presenta quindi sotto le sembianze di un libro d’artista, incarnando il disegno cartaceo, illustrativo e verbale che rappresenta il soggetto della ricerca stessa. Clarissa Tempestini



4 pagine del volume Judith Raum: disestablish.

Judith Raum, disestablish,
Testi di Paolo Emilio Antognoli Viti
Verlag der Universität der Künste Berlin, 2012 – pp. 24.





 

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