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DINAMICHE DELLA PERCEZIONE VISIVA NEGLI ORIZZONTI MUTEVOLI DI MAURIZIO MOCHETTI

di Paolo Mastroianni

Innervato da una tensione dinamica che ne alimenta l’estro creativo con sorprendenti effetti di détournement visivo, l’universo di Maurizio Mochetti (1940) torna a sollecitare il gioco delle corrispondenze ricettive con le installazioni approntate alla Giacomo Guidi Arte Contemporanea, in occasione dell’appuntamento dedicato all’artista romano. Lavori concepiti in tempi diversi, e tuttavia testimonianze palesi della loro intima coesione, sostenute con strumenti aggiornati della tecnologia, ironizzando sulle mitologie della contemporaneità attraverso ossimori e disorientamenti interpretativi efficaci a sconfessare i parametri ordinari dell’esperienza conoscitiva. Esibendo i Pendoli Laser del ’96 nel cortile limitrofo alla sede espositiva romana, Mochetti non rinuncia alla commistione tra antico e moderno, poiché la sequenza perpendicolare di aste metalliche in sospensione sotto il porticato delinea una fuga prospettica, allusiva ai dettami dell’architettura umanistica. Nucleo dell’allestimento nella sala principale è Pozza Rossa, proposta a venticinque anni dalla Biennale veneziana dell’ ’88, ove il movimento verticale del laser al centro della depressione pavimentale ricoperta di pigmento purpureo induce graduali variazioni di forma e spazio perimetrali, grazie al ciclico spostamento rotatorio del raggio luminoso tra margine esterno e interno. Un’opera da cui emerge l’attenzione di Mochetti per la luce quale fattore materico in grado di modificare le proprietà percettive dell’oggetto, mentre sull’adiacente parete d’ingresso campeggia un disegno del progetto, per rimarcare il valore di autonomia che l’autore assegna all’elemento preparatorio nei confronti della fase esecutiva. Infine, il modello in miniatura V1 Bàllein, appositamente realizzato per la mostra, riproduce la traiettoria parabolica dell’aereo militare tramite un filo d’acciaio teso sul telaio sottostante. Il richiamo al tema collaudato delle “Missioni” consente di cogliere la contraddizione tra la velocità evocata col tracciato di volo e l’immobilità dell’esemplare in scala, presagendo un superamento della dimensione spazio-temporale per esplorare altrove sconosciuti dell’avventura espressiva.

MAURIZIO-MOCHETTI-Pozza rossa

Pozza Rossa, 1988/2013; courtesy Galleria Giacomo Guidi, Roma/Milano.Foto Giorgio Benni

MAURIZIO-MOCHETTI-V1 ballein

V1 Ballein, 2013; courtesy Galleria Giacomo Guidi, Roma/Milano. Foto Giorgio Benni.

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