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TATIANA TROUVÉ. MOLTIPLICAZIONI TEMPORALI

La mostra – Tempi doppi, curata da Letizia Ragaglia e ospitata negli spazi di Museion a Bolzano – è in collaborazione con il Kunstmuseum Bonn e la Kunsthalle Nürnberg, la prima organizzata in uno spazio pubblico italiano. È recente la mostra a Roma presso la Gagosian Gallery, quindi due momenti importanti che sottolineano l’interesse crescente per questa artista italiana che vive e lavora a Parigi. Le opere esposte sono sempre pezzi unici che si muovono tutti sotto la categoria del Tempo.

Tatiana Trouvé, 350 Points Towards Infinity

Tatiana Trouvé, 350 Points Towards Infinity, 2009, veduta dell’installazione A Stay Between Enclosure and Space, Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo, 2009. Courtesy Galerie Johann König, Berlino, Galerie Perrotin, Parigi e Gagosian Gallery, New York. Foto Stefan Altenburger.

Ma non il tempo a cui si riferimento normalmente, questo è un tempo che è slittato in dimensioni parallele, doppie e plurime. Prendiamo i Refoldings, a cui lavora costantemente dal 2011 a quelli esposti quest’anno. Funzioni oggettuali dismesse e riportate a nuove vite. Questi interventi investono gli imballaggi che si usano per le opere d’arte. Fusioni in bronzo, cemento e cera, che fermano il tempo della decadenza. Ma come accade anche nelle altre sculture installative sono oggetti destituiti della loro funzione originaria per essere proiettati nel tempo a venire. Se questi cartoni e tessuti, ossidati e cromatizzati, vivono il futuro, ancheI cento titoli – opera del 2013, due valige di bronzo, le cui targhette, quelle che solitamente riportano il nome del proprietario, qui hanno un titolo che cambierà ogni anno – è partita dal suo anno di nascita, 1968, e procederà fino al 2078. Il visitatore contemporaneo è cosciente anche del futuro di quest’opera. È una macchina del tempo wellesiana programmata per un viaggio finito. Tempi doppi (2014), installazioni sparse nello spazio espositivo, che nella loro irregolare circolarità, alle estremità, hanno una lampadina nera e una luminosa. Presenza assenza di energia che estrania l’osservatore e lo confonde nella fruizione della luminosità. L’oscillazione interiore è come sempre tra tenebra e luce, è il circolo senza fine delle possibilità del viaggio.

Tatiana Trouvé, Untitled - dalla serie Intranquillity

Tatiana Trouvé, Untitled, dalla serie Intranquillity, 2011. Courtesy l’artista, Johann König, Berlino, Galerie Perrotin, Parigi e Gagosian Gallery, New York. Foto André Morin.

È l’accadimento fenomenologico in cui tutti siamo gettati come 350 pendoli che cadono irregolarmente dall’alto. Una pioggia di fili metallici che terminano ognuno con un piccolo pendolo, ma che non tocca mai il pavimento, mai perpendicolari, ma con le loro estremità direzionate in ogni punto possibile. Un artista si distingue da un altro anche per la sua capacità estetica e poetica come in questo caso. Percezione e visione sono le categorie coinvolte che invitano il visitatore a compiere un arricchente nuovo viaggio esistenziale. L’opposizione razionale/irrazionale è vissuta come complementare, come dice lei, ma, ed è questa la cifra di tutti i suoi lavori, senza tragedia, piuttosto come apertura sul tempo che verrà. La tensione è tra forze che si avvalgono di dinamiche alternative a quelle correnti, imprevedibili e immaginarie.

Claudio Cucco


 

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