Logo Arteecritica

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

 
 
 
spacer

SERJ. FRAGILI EQUILIBRI, TRA FORZE E TENSIONI, ALL'ORIGINE DELLA CREAZIONE ARTISTICA

Un ordine geometrico e spiazzante domina gli spazi della galleria Operativa Arte Contemporanea dove è allestita Mira-Morsa, primo progetto personale di Serj. Un ordine fatto, però, di equilibri precari messi in discussione da tensioni costanti ed elementi quasi impercettibili.

Serj, veduta della mostra Mira-Morsa, 2014

Serj, veduta della mostra Mira-Morsa, 2014, Operativa Arte Contemporanea, Roma.

Partendo da una formazione prettamente pittorica, in questa serie di lavori Serj delinea un mondo di macchine che, in qualche modo, portano la coscienza individuale a vivere diverse forme di esperienza. Le sue, sono installazioni ambientali formate da barre – siano esse di ferro o di vetro – trattenute e mantenute in equilibrio dalla pressione esercitata da una morsa meccanica, creando uno spazio razionale, chiuso in una personale logica verticale.

Serj, veduta della mostra Mira-Morsa, 2014

Serj, veduta della mostra Mira-Morsa, 2014, Operativa Arte Contemporanea, Roma.

L’artista gioca su questo particolare tipo di tensione e di passaggi di senso: tre elementi verticali si stagliano sulla prima parete dove ciascuna morsa tiene ferme insieme due barre di ferro che, di rimando, trattengono piccoli oggetti che ne modificano la perfetta verticalità e l’intera armonia dell’opera. In un altro caso, a sconvolgere gli (in)definiti equilibri è una cassa acustica che emette suoni a bassa frequenza, dando vita così a un infinito movimento oscillatorio delle barre e identificandosi come punto di demarcazione e di confine tra le due.
I giochi di trasmissione – tra morse e barre – si fanno più fitti quando, ad essere schiacciata nella pressione della morsa meccanica, è una fragile lastra di vetro trattenuta verticalmente al muro con una forza appena minore di quella necessaria per raggiungerne il punto di rottura. A impedire un contatto diretto con la morsa, una pelle verde acido che ne avvolge l’estremità superiore, creando un vero e proprio gioco di senso tra la fragilità del vetro, la rigida pressione della macchina e la “protezione” data dall’involucro in pelle.

Serj, veduta della mostra Mira-Morsa, 2014

Serj, veduta della mostra Mira-Morsa, 2014, Operativa Arte Contemporanea, Roma.

Chiudono, e forse poi racchiudono le origini e il senso della mostra, delle “macchine-lavagne”; grandi lastre di vetro sulle quali Serj ha impresso le mappe concettuali che sono alla base dei dispositivi-macchina esposti, con l’intento di creare uno stretto rapporto tra ricerca teorica e il concreto fare artistico che ne consegue, estrapolandone relativi schemi, forme e dati. Vere e proprie lavagne in grado di descrivere – in maniera latente – molti passaggi che rimangono nascosti nelle sue opere, quasi didatticamente. “Congegni capaci di produrre senso” atti a una certa riflessione sul meccanismo che si trova alla base di ogni creazione artistica.
Le macchine, poi, strette nelle morse all’interno dei loro fragili equilibri, lasciano intravedere una (preoccupante) contingenza con la vita dell’uomo, soverchiato e schiacciato fino allo stremo da forze incontrollabili che provengono dall’esterno, costretto ogni giorno a trovare nuovi possibili punti di equilibrio per non spezzarsi.

Ginevra De Pascalis


 

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player