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MICHELA DE MATTEI, ALDO GRAZZI. UNIVERSI COMPATIBILI

Appartate, il progetto espositivo ideato per gli spazi di smART - polo per l’arte di Roma, è pensato non solo come una doppia personale ma anche come un confronto generazionale tra due artisti – Michela de Mattei e Aldo Grazzi – e due curatori – Saverio Verini e Aldo Iori. Diversi per età e formazione, essi si incontrano sulle idee che sottendono il proprio lavoro, la concentrazione su una manualità esperta e la scelta di materiali dal deciso apporto formale, da un lato, e le diverse esperienze curatoriali, dall’altro, per creare un percorso ben bilanciato.

Michela De Mattei Logica autunnale 2014

Michela De Mattei, Logica-autunnale, 2014. Courtesy-smART.

Inoltrandosi nelle bianche sale della galleria il lavoro che più sembra esplicare la poetica di Michela de Mattei è Logica autunnale, una piccola fusione in bronzo di una foglia di magnolia, piccola per dimensioni ma imponente per inerzia contenuta. Come un reperto senza tempo l’opera sembra infatti serbare traccia di un flusso energetico che ha imposto all’esile elemento naturale una forma ortogonale, del tutto innaturale, attentamente calcolata, riuscendo nell’arduo tentativo di sintetizzare in questa misura una visione del mondo a cavallo tra natura e costruzione intellettuale.

Michela de Mattei: Natura morta con rosa. 2013

Michela De Mattei, Natura morta con rosa, 2014. Courtesy-smART.

L’artista romana compone un ordine da sovvertire, registra una casualità da organizzare in spazi misurabili, parte da elementi architettonici per assimilarli al paesaggio o dal paesaggio naturale per imporre ad esso un ordine tra filosofico e architettonico. Così come il vento impone una forma agli elementi vegetali, allo stesso modo de Mattei imprime il proprio gesto creativo al mondo che la circorda, per interpretarlo. Questo processo sembra ancora evidente in Natura morta con rosa, nel quale un elemento fragile come il fico d’india viene plasmato per dar vita alla sagoma di un oggetto d’uso comune, nel quale la trama della superficie riproduce una fattura quasi tessile.

Michela de Mattei: Resistenza pittorica 2. 2013

Michela De Mattei, Resistenza pittorica 2, 2013. Courtesy-smART

Ma l’elemento costruttivo appare ancora più evidente nella serie Restiamo in casa, nella quale una fitta trama di elementi ortogonali, sorta di impalcatura, regge una lastra di rame, come ad evidenziare la necessità di imporre un ordine, una regola alla natura per consentirle di esprimere al massimo grado le proprie potenzialità. Insistere e disertare, infine, lavori realizzati mediante la sovrapposizione di fogli di carta millimetrata, esprimono il bisogno di una misurazione geometrica, facendo di un materiale di uso tecnico un elemento formale in senso stretto che crea una imponderabile profondità data dalla giustapposizione prospettica delle linee ortogonali.

Michela de Mattei: Insistere e disertare 3. 2014

Michela De Mattei, Insistere e disertare 3, 2014. Courtesy-smART

Michela de Mattei: Restiamo in casa 1. 2014

Michela De Mattei, Restiamo in casa 1, 2014. Courtesy-smART

Nelle stesse sale i lavori di Aldo Grazzi definiscono una spazialità in cui la dimensione temporale sembra sospendersi, in cui l’atto creativo è frutto di un tempo di azione e riflessione accurata. Le opere di Grazzi sembrano quindi riprodurre degli universi multiformi e multicolori appesi alle pareti, ai quali la forza di gravità impone una logica distributiva, o, al contrario, i lavori realizzati rimuovendo meticolosamente i fili di acciaio da una zanzariera, sembrano riprodurre un codice dalla personale e misteriosa decodifica.

Andrea Ruggeri


 

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