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ROBERTO FASSONE. UNA COLLEZIONE DI OPERE "CANCELLATE"

di Giulia Lopalco

Una collezione con opere – ma solo le peggiori – di Giuseppe Abate, Paola Angelini, Riccardo Banfi, Thomas Berra, Enrico Boccioletti, Benni Bosetto, Samuele Cherubini, Danilo Correale, Curandi Katz, Luca De Leva, Alessandro Fogo, Valentina Furian, Riccardo Giacconi, Elena Mazzi, Luca Pozzi, Giacomo Raffaelli, Namsal Siedlecki e Federico Tosi. L’ironia di Roberto Fassone in scena alla galleria Placentia Arte.

Fassone

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Roberto Fassone, Luce sempiterna della mente pura, 2017 - installation view.

Fino al 1° luglio, Roberto Fassone (Savigliano, 1986) presenta a Piacenza la sua collezione composta da dipinti, sculture, installazioni e video, diciotto opere in cui gli stessi artisti hanno ammesso di non essere più riusciti a riflettersi per diversi motivi: sperimentazioni del tempo dell’accademia, linguaggi abbandonati per un nuovo percorso espressivo, idee incompiute o decontestualizzate. Se non per alcuni lavori e per il comunicato stampa, che rivela la natura di questa particolare raccolta, non ci si sentirebbe così a disagio nei confini di presunta bruttezza delimitati da Fassone.

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Roberto Fassone, Luce sempiterna della mente pura, 2017 - installation view.

La sua operazione, diretta e bifronte, stimola una negazione dell’oggetto che mostra – e fa sentire soprattutto – che ciò che rende un’opera d’arte tale è in primis la volontà dell’autore. Il gallerista diventa parte della performance: con le sue spiegazioni ribadisce cosa non ha funzionato in ciascun lavoro e smantella la fiducia degli spettatori verso forme e immagini che perdono lentamente la loro ragion d’essere fino al punto che smettono d’interessarci.

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Roberto Fassone, Luce sempiterna della mente pura, 2017 - installation view.

Fassone si tiene giustamente a distanza da eccessive interpretazioni preferendo raccontare com’è nato e continuerà il suo progetto: a più artisti, oltre a quelli presenti in mostra, ha chiesto di donargli l’opera che ritenevano peggiore e tra rifiuti, perplessità, acquisti, donazioni e scambi, nell’arco di due anni la raccolta ha preso forma.

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Roberto Fassone, Luce sempiterna della mente pura, 2017 - installation view.

Luce sempiterna della mente pura (titolo della mostra e traduzione del film Eternal Sunshine Of The Spotless Mind, dove i protagonisti vogliono cancellare dalla propria mente i ricordi di un’infelice storia d’amore) è il primo stadio di una collezione - una performance in divenire - che un coraggioso acquirente dovrà accettare nella sua totalità, con il vincolo di non poter alienare i singoli pezzi. Affare complesso da gestire per i giovani galleristi di Placentia Arte - Marta Barbieri, Riccardo Bonini, Paola Bonino e Michele Cristella - che dal 2015 rinnovano l’attività dello storico spazio di Lino Baldini con scelte non convenzionali, puntando sull’arte italiana – ma non solo – sui giovani e sulla ricerca, quella vera, che comporta sempre del rischio.

 

 

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