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Lisa Dalfino e Sacha Kanah nel Minuto blu di mistero

di Giovanna Manzotti

MINUTO BLU – MOSTRA DEL DUO ARTISTICO COMPOSTO DA LISA DALFINO E SACHA KANAH ATTUALMENTE IN CORSO PRESSO LA GALLERIA MILANESE CLIMA – SI CONFIGURA COME UN PROGETTO PIÙ ESTESO CHE NASCE DALLA CURIOSITÀ VERSO L’ESPLORAZIONE DELLA MATERIA E DELLE SUE RELAZIONI DI TRASFORMAZIONE E CONVIVENZA, SIMBIOSI E RICOMPOSIZIONE.

 

Un istante fugace di metamorfosi, dove in tre battiti di ciglia si riesce a percepire il cambiamento della temperatura cromatica di ciò che ci circonda. Una situazione intermedia di sospensione che ingloba un passaggio repentino che dal senso di perdita sfocia in quello di integrazione.
Una dimensione di sincronicità fatta di soglie, sfumature, nudità.
Per chi ha potuto sperimentare sensibilmente, almeno una volta nella vita, la cosiddetta “ora blu”, assistendo allo scivolare della notte nel giorno o viceversa, difficilmente saranno sfuggite quelle sensazioni percettive che colmano l’atmosfera di uno spirito anomalo e quasi irreale, alla stregua di un’apparizione unica nel suo manifestarsi. E in questo “fragore” silenzioso e brevissimo i fenomeni naturali sembrano comunicare con un linguaggio tutto loro. Ma come racconta Reinette all’amica Mirabelle: “l’ora blu non è proprio un'ora, è solo un minuto […] Gli uccelli del giorno non si sono ancora svegliati e gli uccelli notturni si stanno addormentando. E poi…? Poi scende il silenzio”.1

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Minuto blu, 2017, exhibition view, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Partendo dalla volontà di racchiudere e formalizzare questi sentori in un ambiente unico (che sia quello dell’opera, dello studio o dello spazio espositivo), Minuto blu – mostra del duo artistico composto da Lisa Dalfino (Como, 1987) e Sacha Kanah (Milano, 1981), attualmente in corso presso la galleria milanese Clima – si configura come un progetto più esteso che nasce dalla curiosità verso l’esplorazione della materia e delle sue relazioni di trasformazione e convivenza, simbiosi e ricomposizione. A questo approccio pratico si affianca anche lo studio metodico e mai monocanale in svariati campi del sapere: chimica, fisica, scienza e biologia. Ma anche antropologia, botanica e letteratura. Minuto blu nasce quindi come un gesto trasversale e collaborativo, come una zona di “messa in atto” a più voci che si lascia esplorare con un ritmo asciutto e una ricercatezza formale che Dalfino e Kanah sperimentano dal 2016.2

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Minuto blu, 2017, exhibition view, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Intese come “presenze narrative di ecosistemi inediti” che nei loro confini si autodefiniscono come entità autonome, le nove opere in mostra – di cui otto sculture e una stampa fotografica, tutte del 2017 – si snodano nelle tre stanze della galleria con equilibrio bilanciato, relazionandosi al contempo tra loro attraverso un linguaggio fatto di alfabeti materici, tattili e linguistici.
Lisa mi racconta, ad esempio, che Quixo, Sisa e Almagu significano rispettivamente dente, fiore e anima in una lingua parlata da una tribù Inca dell’Ecuador ormai quasi completamente estinta. Ma in Minuto blu sono anche delle sculture delicatissime collocate a muro e realizzate in porcellana d’ossa e cipria. Sono degli ingressi puri di “templi invisibili”, delle soglie, dei confini da varcare simbolicamente. Se li si osserva con la giusta luce e inclinazione, si noterà che un’aura ne perimetra la sezione interna.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Quixo, porcellana d’ossa, cipria, 2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Sisa, porcellana d’ossa, cipria, 2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Almagu, porcellana d’ossa, cipria, 2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

E poi c’è Ο τζίτζιρας ο μίτζιρας ο τζιτζιμιτζιχότζιρας ανέβηκε στη τζιτζιριά στη μιτζιριά στη τζιτζιμιτζιχοτζιριά να φάει ένα τζίτζιρο μίτζιρο τζιτζιμιτζιχότζιρο3, scioglilingua greco del musicista Demetrio Stratos che dà il titolo a una scultura in acciaio tagliata a getto d’acqua che graffia l’aria, pungendola come un fulmine che cade al suolo e rimbalza. La sua forma a scala che sembra apparentemente restringersi nel movimento di salita, la rende elastica e flessibile all’occhio umano.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Ο τζίτζιρας ο μίτζιρας ο τζιτζιμιτζιχότζιρας ανέβηκε στη τζιτζιριά στη μιτζιριά στη τζιτζιμιτζιχοτζιριά να φάει ένα τζίτζιρο μίτζιρο τζιτζιμιτζιχότζιρο, acciaio,2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Nella stessa sala si colloca anche Fachiro, opera in solfato di calcio alpha e sabbia, avvolta dal mistero come la figura dell’asceta indiano mendicante: ben ancorato a terra, Fachiro striscia come un serpente prima di ergersi idealmente sotto la magia di suo ammaliatore. Passeggiando con Megamayon è invece una scultura realizzata in bronzo e vari materiali simil organici. Un po’ cratere, un po’ isola, sembra una porzione di giardino zen messa sotto lente di ingrandimento per scrutarne i filamenti della flora. “Ma Megamayon – continua Lisa – è una bellissima dea filippina dalla quale prende nome il vulcano Mayon”, cono perfetto situato nell’isola di Luzon, nelle Filippine. E unastampa fotografica collocata sulla parete limitrofa, ne condensa i dettagli naturali in un unico scatto dai tratti cosmici.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Fachiro, solfato di calcio alpha, sabbia super ex, 2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Passeggiando con Megamayon, piombo, materiali misti, 2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Passeggiando con Megamayon, piombo, materiali misti, dettaglio, 2017, Clima, Milano. Foto: Sacha Kanah.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, ᴒ )Ϡϡ, C-print, 2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Come nell’intervento presso la Rotonda di Giuseppe Piermarini nella Villa Reale di Monza, in occasione della Biennale Giovani, dove una serie di sculture creava una grande installazione di materiali misti e parzialmente in movimento4, Minuto blu sfuma nello spazio espositivo mappando delle zone attive che sembrano le matrici asciutte di alcune sculture che animavano quello spazio circolare. Lo confermano le geografie di deserti ospitate nell’ultima stanza: le due sculture fluttuanti dal titolo (..’.) e (..’..), realizzate in sabbia sottilissima di Playa Grande (Sicilia) mista a polvere di falena panamense, e sostenute da una base in ferro dalle forme sofisticatissime, nascono da una studio meticoloso delle dune, dei loro fenomeni migratori, della pendenza massima per centimetro che queste riescono a raggiungere per autosostenersi e della loro capacità di spostarsi e ridimensionarsi in base alla direzione e alla forza del vento.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, (..’..), ferro, sabbia extra fine di Playa Grande, polvere di falena panamexxxxa, 2017, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Lisa Dalfino e Sacha Kanah

Lisa Dalfino e Sacha Kanah, Minuto blu, 2017, exhibition view, Clima, Milano. Foto: Marco Davolio.

Come li definiscono gli artisti, questi paesaggi sabbiosi sono delle vere e proprie “dune da salotto” perché ricalcano i naturali comportamenti dei deserti a cielo aperto. E il rapporto di convivenza silenziosa che li lega li rende partecipi dello stesso “minuto blu”.

E continua Reinette: “[…] se un giorno ci fosse la fine del mondo, sarebbe in quel preciso minuto e sai perché? Perché è l'unico momento in cui hai l'impressione che la natura cessi di respirare e questo... questo fa paura”.

 

NOTE
1. Dal film Quatre aventures de Reinette et Mirabelle, scritto e diretto da Eric Rohmer nel 1987. Nel comunicato stampa della mostra è riportato un estratto di questa conversazione.
2. Il duo nasce nel 2016. Le mostre nelle quali è stato esposto il loro lavoro: la Biennale Giovani, Monza (2017) e Grattacornia, Progetto Altalena, Maccagno (2017).
3. La cicala, la micala la acalormicala
stava salendo cicalia micalia
acalormicalia per raccogliere la cicalopappa la micalopappa
la acalormicalopappa
4. Per la documentazione completa del progetto, si consulti il sito www.dalfinokanah.com

 

 

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