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ARTE
Maria Thereza Alves. Seeds of Change
Intervista a cura di Claudia Zanfi

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Per la prima volta in Olanda una mostra monografica di Maria Thereza Alves è dedicata ai 10 anni del progetto Seeds of Change, e presenta opere fotografiche, dipinti, mappe, disegni, interviste, video all’interno della piattaforma internazionale Port City Safari, avviata da aMAZElab (Milano) in collaborazione con Arnolfini (Bristol). Il progetto mette in evidenza diversi percorsi e piattaforme su migrazione, commercio e dinamiche di trasformazione

 

Seeds of Change è un’indagine basata su particolari ricerche riguardanti “la flora connessa alle zavorre dei cargo”, un aspetto della botanica trascurato perché associato alla tratta degli schiavi nei porti europei. Maria Thereza Alves, artista brasiliana impegnata politicamente (co-fondatrice del Partito Verde a San Paolo), è attiva tra Roma e Berlino. Il suo lavoro indaga l’idea secondo cui il nostro paesaggio è costituito per lo più da piante portate dal mare. I semi possono rimanere dormienti per centinaia di anni; l’artista li raccoglie, cerca di farli germogliare ricostruendo in qualche modo la storia del luogo.

Pietre, terra, sabbia, legno e mattoni venivano usati come zavorra per stabilizzare le navi mercantili in base al peso del carico. Una volta giunta in porto, la zavorra veniva scaricata. I semi potevano provenire da porti e regioni dell’area mediterranea coinvolti nel commercio con l’Europa. Contenuti nelle “balle di zavorra”, essi riuscivano a germogliare e crescere, contribuendo allo sviluppo del paesaggio europeo e di ciò che Alves chiama “storia senza confini”.

CZ: Cominciamo parlando del tuo lavoro, potresti dirci cosa ti ha spinta a intraprendere una ricerca così particolare?

MTA: Seeds of Change nasce a Marsiglia nel 1999. La dottoressa Heli Jutila, esperta di “flora di zavorra”, (che mi ha tenuto al corrente delle varie ricerche su tale fenomeno) afferma che “sebbene i semi sembrino morti, in realtà essi sono vivi e possono restare (tali) nel terreno per decine o anche centinaia di anni in uno stato di dormienza”. Tale progetto solleva interrogativi sulla definizione di quale epoca nella storia geografica del luogo determini la sua “naturalezza”: quando i semi diventano nativi e qual è la storia socio-politica del luogo che ne identifica il quadro di appartenenza?

 

Frequenti indagini sulla “flora di zavorra” sono state sviluppate per Seeds of Change nelle città porto di Marsiglia, Reposaari, Dunkerque, Copenhagen, Exeter, Liverpool e Bristol. Alves comincia col cercare negli archivi locali ogni tipo di documentazione reperibile, consultando anche i giornali di bordo e certificazioni sull’importazione di merci per verificare percorsi di navi ed ex porti di scalo, al fine di individuare le possibili origini del materiale che costituiva la zavorra e i semi in essa contenuti. Stranamente, nonostante la logica commerciale si sia opposta all’uso della zavorra, Alves ha rintracciato la documentazione che attesta un ampio uso di zavorra da parte di navi mercantili francesi e inglesi. Giornali di bordo a Dunkerque hanno svelato come molte navi arrivassero in porto “vide” (vuote), il che significa con migliaia di tonnellate di zavorra (senza alcun valore commerciale). A Liverpool ne fu scaricata nel porto una quantità tale da essere usata per le fondamenta di strade locali, tanto che oggi, dopo che le strade sono state costruite, dalla terra di zavorra sotto l’asfalto fioriscono piante esotiche.

 

CZ: Come riconosci i diversi tipi di flora? Come suggerisci di usare i semi dopo averli raccolti dalle zavorre?

MTA: Dopo aver individuato i luoghi di zavorra, campioni di terra vengono prelevati, conservati e posti in serra o in casa di gente del luogo. Nel nuovo terreno i semi germogliano. Nel caso di Reposaari, fu scaricata tanta di quella zavorra lungo il porto che oggi l’isola ha una ricca flora non nativa molto apprezzata dai residenti (i quali barattano tra di loro semi di zavorra e piante); qui, servendomi di campioni di zavorra provenienti dalle case della gente del posto, ho creato una serra nel cortile interno del Museo di Arte Contemporanea. A Bristol ho invitato gruppi della comunità locale, che rimandavano alla storia commerciale del porto, a coltivare campioni di terra conservati, raccolti nei siti storici delle zavorre. Per Bristol, ho proposto la creazione di un Giardino di Zavorre e di un centro di ricerca sul paesaggio inglese in un ex sito di zavorra. Molta della flora inglese arrivò nell’arco di 200 anni all’apice dello scambio mercantile inglese. A Dunkerque, documentazione e campioni di terra con piante germogliate sono stati esposti sul veliero del Musée Portuaire.

CZ: Ora, un nuovo video documenta i dieci anni di ricerca del progetto Semi del Cambiamento e il suo avvio a Marsiglia. Puoi parlarcene?

MTA: Quello di Marsiglia è il porto più antico dell’area del Mediterraneo. I semi arrivati da ogni parte del mondo possono rimanere dormienti per più di 500 anni. Qui ho creato una sorta di archivio delle erbe in rapporto ai semi che ho trovato lungo il porto dopo la loro germogliazione. Una incarnazione della storia commerciale del porto. Per 2.600 anni, semi provenienti dalle regioni che avevano rapporti commerciali con Marsiglia, dalla Norvegia al Sud Africa dal Messico al Vietnam, si sono accumulati lungo gli anfratti del porto senza essere mai notati. Nel video Seeds of Change: Marseilles commissionato da aMAZElab, ho posto l’accento sulla vita dei semi contenuti nella zavorra: quando vengono caricati sulle navi, il loro viaggio e approdo a Marsiglia. Il video documenta la flora che ora cresce nel porto di Marsiglia, in quei precisi punti, da me scoperta attraverso indagini in archivi locali quali: Pierre de Marbre Depot, Depot X, Fort St. Nicolas, Depot Bassin du Carenage, Depot Bassin de la Gare Maritime e il Depot Major. Marsiglia è stata il crocevia di scambi politici ed economici della Francia con l’Africa e il Medio Oriente. Per questo motivo anche la comunità marsigliese composta da una vasta popolazione di immigrati è presente nel video.

CZ: Come vedi la fruizione di un “Giardino della flora di zavorra” da parte delle comunità locali?

MTA: Per la prossima indagine a Rotterdam ho proposto un giardino nel porto della città. Qui verrebbero piantati centinaia di campioni raccolti dai siti delle zavorre. Il giardino fungerebbe da forum dove i cittadini, tra cui immigrati o loro discendenti (provenienti originariamente da regioni rurali dei loro paesi) possano fornire informazioni specifiche circa l’origine delle piante. I residenti possono lavorare insieme alla comunità scientifica al fine di identificare la “flora di zavorra” arrivata a Rotterdam da tutto il mondo nel corso dei secoli.

 

1. - 8. Seeds of Change, still da vdeo, 1999-2009 Courtesy l'artista , aMAZElab

 



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