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Numero 67 ArteeCritica

RETO PULFER. PER UNA SINTASSI SOGGETTIVA
FOR A SUBJECTIVE SYNTAX

CHIARA CAMONI. DIALOGHI E VICINANZE
DIALOGUES AND AFFINITIES

ARTE E SFERA PUBBLICA 7

INTERVISTA
ARTANGEL. ANGELI DELL'ARTE E DEGLI ARTISTI
ANGELS OF ART AND ARTISTS

IL DESIGN VIRTUALE NEL PERFORMING VIDEO

VIDEO
SUSAN NORRIE
ALESSANDRO CANNISTRÀ

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Valerio Rocco Orlando
Anthony Cohen
Quale educazione per Marte?
esterno22
Nomas Foundation LAB
Lover's Discourse
J.L. Nancy
Etre singulier pluriel
Galleria Tiziana Di Caro

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articoli

VALERIO ROCCO ORLANDO. QUALE EDUCAZIONE PER MARTE?
WHAT EDUCATION FOR MARS?

di / by Chiara Sartori

L'educazione porta con sé il peso della disciplina e del controllo e, al contempo, la ricchezza della relazione.
E la dinamica della relazione, centro denso e complesso della ricerca di Valerio Rocco Orlando, costituisce una ricchezza quando si pensa ad una comunità e ai meccanismi di micro-cambiamento sociale che la connotano. Riprendendo l'idea di comunità elaborata dall'antropologo Anthony Cohen, Valerio Rocco Orlando con il suo lavoro intende "esplorare il senso di identità che deriva da una percezione simbolica della condivisione di un'esperienza" (Valerio Rocco Orlando, 2011).
La relazione si modula a vari livelli nel suo nuovo progetto laboratoriale Quale educazione per Marte?, realizzato con esterno22, in collaborazione con Nomas Foundation LAB, e condotto in alcuni licei statali di Roma: la relazione è relazione di potere (tra alunni e tra alunni ed insegnanti); è scambio, empatia, dialogo; è conflittualità; è relazione con lo spazio, quello esplicito ed immediatamente evidente dell'aula, ma anche quello scomodo e sfuggente degli interstizi, dei corridoi, dei bagni, del cortile quali luoghi in cui il processo cognitivo ed emozionale non si arresta, bensì si rafforza ed intensifica in dinamiche non convenzionali di interazione ed apprendimento.
Ed è proprio su questi spazi che si concentra l'attenzione dell'artista che, sulla base di interviste a due voci, costruisce un diario emotivo inteso come indagine sulla qualità del rapporto con l'altro da sé portata avanti, in un gioco di specchi, nel contesto emotivamente significativo dell'istituzione scuola.
Il dialogo che ne risulta è un dialogo a più voci, un'unica conversazione tra gli studenti, tra l'artista e gli studenti, tra gli studenti e i professori che traduce storie personali e frammentate in storia universale.

14.12.A, 2011. Courtesy l'artista e Galleria Tiziana Di Caro, Salerno

Attraverso modalità di ricerca tipiche del lavoro di Valerio Rocco Orlando – l'attenta raccolta di materiali, l'uso di primi piani intensi e puliti, l'editing, la documentazione del processo attraverso scatti e ritratti fatti anche dai ragazzi stessi, che vengono coinvolti performativamente in varie fasi della produzione del lavoro – viene ad articolarsi una riflessione sulla percezione della relazione e sui modi possibili di cambiarla, di scardinarne gli aspetti scontati a favore di una nuova consapevolezza della natura dell'esistenza e di nuove priorità educative, all'interno di un'istituzione oggi segnata da una profonda crisi e da un forte senso di decadenza.
È interessante come, dopo essersi soffermato con il suo precedente lavoro, Lover's Discourse, sul rapporto di coppia e sul concetto di inevitabile co-esistenza proprio di ogni modo d'essere (J.L. Nancy, Etre singulier pluriel, Galilée, Paris 1996), Valerio Rocco Orlando consideri ora l'esperienza educativa uno dei processi più importanti in cui viene a definirsi la ricerca personale e in cui prende forma quella rappresentazione del sé che diventa poi determinante in ogni meccanismo di reciprocità e di confronto. D'altro canto, la sua intera ricerca muove proprio da una visione dell'identità come incessante metamorfosi, stratificazione continua di memoria che si attua nella condivisione di sentimenti e relazioni.

Quale Educazione per Marte?, 2011. Courtesy l'artista e Galleria Tiziana Di Caro, Salerno

Educare significa progettare la propria esistenza, costruire un sé nella reciprocità con l'altro e nella proiezione di sé nello spazio e negli oggetti che ci circondano.
Nel lavoro di Valerio Rocco Orlando l'idea di reciprocità e scambio empatico è essenziale e assume un carattere performativo e processuale che, al di là del risultato installativo e finale del lavoro, costituisce il vero nucleo della sua ricerca: metamorfosi, dunque, come metodo stesso di ricerca e indagine in cui il ruolo di chi è oggetto di ricerca è sempre un ruolo partecipante, e lo spettatore stesso diventa un'ulteriore controparte attiva, con il proprio vissuto, la propria emotività, il proprio modo di fruire e di relazionarsi con il lavoro.
I video e i ritratti fotografici restituiscono, da un lato, l'idea di processualità e continuo divenire e, dall'altro, l'idea di "una relazione di perfetta co-risonanza vissuta tra ciò che oggettivamente appare e lo sguardo soggettivo, […] tra la visione e la vista e, pertanto, la piena reciprocità e interscambiabilità tra soggetto veggente e oggetto visto" (Valerio Rocco Orlando, 2009). Da qui la centralità dello sguardo, dei visi, di quella intensità che avviene nella relazione e che il ritratto e il dialogo colgono nella forza del loro divenire.

14.12.B, 2011. Courtesy l'artista e Galleria Tiziana Di Caro, Salerno

Education entails a burden of discipline and control and, at the same time, the riches of relationship. And the dynamic of the relationship, the charged and complex core of Valerio Rocco Orlando's research, constitutes a resource when one thinks of a community and the mechanisms of micro-change that characterise it. Recalling the idea of community elaborated by the anthropologist Anthony Cohen, Valerio Rocco Orlando intends through his work to "explore the sense of identity which comes from a symbolic perception of sharing an experience together" (Valerio Rocco Orlando, 2011).
In his new workshop project Quale educazione per Marte?, carried out with esterno22, in collaboration with Nomas Foundation LAB, and conducted in some public high school classes in the city of Rome, the theme of relationship develops at various levels: it is a relationship of power (among the students themselves and between students and teachers); it is exchange, empathy, dialogue; it is conflictuality; and again a relationship with space, that explicit and clearly evident space of the classroom, but also that awkward and fleeting space of the interstices, the corridors, the bathrooms and the courtyard as places in which the cognitive and emotional process does not stop, on the contrary it becomes stronger and intensifies in non-conventional dynamics of interaction and learning.
And it is precisely on these spaces that the artist focuses his attention; on the basis of dialogue interviews he creates an emotional diary intended as an enquiry on the quality of the relationship with the other, carried out, in a play of mirror reflections, within the emotionally significant context of the school as an institution. The result is part dialogue between a number of speakers, a single conversation between the students themselves, between the artist and the students, between the students and the teachers, which translates personal and fragmented stories into universal history. Through modalities of research typical of Valerio Rocco Orlando's work – the attentive gathering of materials, the use of intense and clear close-ups, the editing, the documentation of the process through photos and portraits also made by the students themselves, who are directly involved in the various phases of the production – a reflection is developed on the perception of the relationship and on the possible ways to change it, to overturn all the foregone aspects in favour of a new awareness of the nature of existence and of new educational priorities, within an institution that today is undergoing a deep crisis and a strong sense of decadence.
It is interesting how, after having investigated in his previous work, Lover's Discourse, the couple relationship and the inevitable concept of co-existence typical of every way of being (J.L. Nancy, Etre singulier pluriel, Galilée, Paris 1996), Valerio Rocco Orlando now considers the educational experience as one of the most important processes in which personal research is defined and in which the representation of the self that then becomes determinant in each mechanism of reciprocipity and confrontation takes shape. On the other hand, his entire research starts precisely from an idea of identity as incessant metamorphosis, a continuous stratification of memory that takes place in the sharing of sentiments and relations.
Educating means planning one's own existence, constructing the self in relationship with the other and in the projection of oneself in space and amid the objects that surround us. In Valerio Rocco Orlando's work the idea of reciprocity and empathetic sharing is essential and takes on a performative and procedural character that, beyond the installation and final result of the work, is the real core of his research: metamorphosis then as method of research and investigation in which the role of those under scrutiny always plays an active part, and the spectators themselves become an active counterpart in turn, with their own experience, their emotiveness, their own way of enjoying and dealing with the work. The videos and the photographic portraits convey, on one hand, the idea of the procedure and of continuous becoming and, on the other hand, the idea of a "relationship of perfect correspondence experienced between what objectively appears and the subjective gaze, […] between vision and sight, and therefore the complete mutuality and interchangeability between the observer and the object being observed" (Valerio Rocco Orlando, 2009). Hence the centrality of the gaze, of the faces, of that intensity that develops in the relationship and that the portrait and the dialogue grasp in the power of their becoming.


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