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Juan Pablo Macías
WORD+MOIST PRESS
Banca Autonoma dei Sementi Liberi da Usura
Villa Romana
GuilmiArtProject
José Oiticica




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articoli

JUAN PABLO MACÍAS. WORD+PRESS MOIST

di Lucia Giardino

In linea con il pensiero che porta avanti da anni, Juan Pablo Macías ha recentemente realizzato in Abruzzo, in occasione della residenza a GuilmiArtProject, BAS, la Banca Autonoma dei Sementi Liberi da Usura, una banca di scambio realmente operativa, sancita da un manifesto che fa riferimento a tale integrità. Nel manifesto si legge, infatti, che il capitale, il frutto del lavoro dell’uomo che agisce in comune con altri uomini – e che dovrebbe quindi appartenergli – nel momento in cui diventa un extra ed è amministrato da estranei, diventa lavoro morto, perché alienato da chi l’ha prodotto. Tale surplus diventa tanto più nocivo perché, tradotto in denaro dal sistema capitalistico, non è più parte di una relazione organica e consequenziale. Il denaro diventa macchina motivazionale in sé, per generare altro denaro, per acquistare oggetti o simulacri, slegato dalla relazione primordiale e originaria degli uomini con la propria terra, degli uomini con gli altri uomini.

WORD+MOIST PRESS

WORD+MOIST PRESS, veduta dell'installazione, Villa Romana, Firenze, 2014.

WORD+PRESS MOIST, il progetto per Villa Romana a Firenze, prosegue questo ragionamento sia concettualmente che formalmente, non producendo extra o surplus che alimentino speculazioni teoriche o pecuniarie, legate all’oggetto-feticcio dell’arte.
Al centro del progetto toscano è la pubblicazione del libro di José Oiticica, The Anarchist Doctrine Accessible to All (1925), fatto tradurre da Macías per la prima volta dal portoghese all’inglese e messo in vendita esattamente al suo costo di produzione, ovvero calcolando la stampa, il compenso per le traduttrici e le spese per il lavoro vivo. La presentazione delle mille copie del libro, disponibili a chi volesse acquistarle, sono accompagnate da un video che dichiara senza mistificazioni il processo di stampa in tipografia; da una foto a scala 1:1 del braccio dell’artista su cui è tatuata una citazione dello stesso José Oiticica e una riproduzione modificata di un metaesquema (1957) di Helio Oiticica, nipote del poeta anarchico. Le pareti sono percorse da graffiti sul muro che riportano estratti della traduzione del testo pubblicato. Questi tre interventi nello spazio espositivo sono ulteriori assunzioni di responsabilità verso l’economia e il buon uso del capitale del sapere: il tatuaggio e, in altra forma, i graffiti sul muro, sono la personalizzazione e la ripetizione in chiave privata dei principi fondanti della mostra e del contenuto del libro. Il graffito, in particolare, è inteso non solo come atto d’introspezione ed espressione visibile al pubblico, ma diventa atto generativo dal momento in cui produce sulla superficie della parete solchi pronti ad ospitare semi di riflessioni corali su quanto inciso.

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL, 2014.

L’intervento di Juan Pablo Macías a Villa Romana si potrebbe riassumere con lo slogan minimalista What you see is what you see, se non fosse che la presenza delle quattro aree d'azione (libro, video, fotografia, graffiti) non è virtuosisticamente formale o essenziale, ma sostanziale: corrisponde cioè agli assunti sull’esistenza, la proprietà, la libera circolazione delle idee che l’artista porta avanti nella sua ricerca da anni. In questo contesto risulta quindi più appropriata la frase What you see is what you get in quanto in essa è presente l’idea di “appropriazione” di modelli forniti e di diffusione degli stessi. Il solco tracciato sulle pareti della Villa da Juan Pablo Macías è quindi sinonimo di terreno da irrorare affinché diventi fertile alla circolazione del libero pensiero; così come le pagine del libro che quando impregnate dall’ "umidità" ("Moist") dell’inchiostro diventano veicolo per la parola ("Word") con cui l’individuo si mette a confronto con l’altro.

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL, 2014

LG: Dopo Tiempo Muerto, WORD+PRESS MOIST è un ulteriore progetto editoriale che inauguri con questo intervento a Villa Romana. Che differenza c’è tra i due formati e come sono in contatto tra di loro?
JPM: Tiempo Muerto è una pubblicazione in formato rivista nata nel 2012. Il primo numero è stato dedicato alla storia della Biblioteca Social Reconstruir di Città del Messico, la biblioteca anarchica più importante dell’America Latina, chiusa forzatamente per questioni legali. Intorno a questa Biblioteca ho creato diverse situazioni che porto avanti come attività creativa. Nei numeri successivi ho rispolverato testi sull’anarchismo e riflettuto sulle problematiche collegate alla biblioteca e indirettamente alla mia pratica artistica e, più in generale, alla proprietà dei prodotti dell’intelletto umano. 
WORD+PRESS MOIST, invece, funziona come una casa editrice indipendente che pubblica libri e saggi. Dopo Oiticica ho in mente una serie di autori che si pongono interrogativi sul rapporto mercificato e imbalsamato che abbiamo con gli oggetti che ci circondano e conseguentemente con il mondo.  

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL

THE ANARCHIST DOCTRINE ACCESSIBLE TO ALL, 2014

LG: Nel corso di WORD+PRESS MOIST Villa Romana ospiterà Histories of Publishing, un evento che vedrà professionisti, studiosi e cultori confrontarsi col pubblico sul tema dell’editoria. Che ruolo dai all’editoria e alla stampa?   
JPM: Un ruolo di dialogo, di seduzione, di amore per gli autori, attraverso le loro parole, anche se non li abbiamo mai conosciuti personalmente. Credo che il mio lavoro sia diventato una sorta di condivisione del mio processo come lettore. Mi interessa canalizzare il mio lavoro come “artista” in un’attività editoriale; questo mi permette di non imbalsamare il mio sforzo intellettuale e fisico, e quindi il mio lavoro, in un feticcio, ma di ridare una spinta, una nuova circolazione al capitale che rende possibile l’attività culturale  nella forma di un libro che il pubblico si può portare a casa. Penso che Tiempo Muerto, per esempio, sia diventato uno specchio del mio lavoro intellettuale, realizzato nella clandestinità e nell'intimità della mia casa. Il famoso cubo bianco è troppo noioso e breve. Vorrei arrivare ad altri spazi intimi, dilatare il mio desiderio altrove, attraverso questi formati.

METAESQUEMA

METAESQUEMA, 1957-2014.

LG: Da dove nasce l’interesse per l’anarchia, il pensiero anarchico e in questo caso specifico, per José Oiticica?
JPM: Penso che nasca dalla filosofia, da certi autori che mi hanno portato per mano verso questo indirizzo, ma anche dalla forma storica nella quale il pensiero anarchico si è disseminato attraverso voci, orecchie, respiri, clandestinità, attraverso reti d’affettività, attraverso spazi opachi al di fuori delle logiche di rappresentazione della società capitalistica che alla fine sono queste logiche a modellare i nostri meccanismi mentali, sono queste a creare programmi didattici per educare i popoli.
José Oiticica l’ho conosciuto tramite un amico portoghese, Mauro Cerqueira. Un giorno ho trovato un suo libro, ma non riuscivo a leggerlo a causa della lingua, così mi sono fatto tradurre un frammento per Tiempo Muerto e, sorpresa! Mai avevo letto pensieri così belli come quelli di José Oiticica: “The human problem consists in obtaining from earth the greatest amount of general happiness” o “Thought without beauty gives no thought”. Questa casa editrice e questo libro sono la materializzazione del mio desiderio di leggere Oiticica e farlo circolare.

PRINTING OITICICA

PRINTING OITICICA

PRINTING OITICICA

PRINTING OITICICA

PRINTING OITICICA

PRINTING OITICICA

PRINTING OITICICA, Video HDV B/N, monocanale/suono, 2014.

LG: Lavorando in Italia hai continuato a portare avanti temi già affrontati in Messico, circostanziandoli alla realtà italiana odierna e degli anni settanta. Come è avvenuto questo scarto, se c’è stato? Quali sono state le linee di pensiero che hanno reso possibile unire i tuoi ultimi due progetti italiani a Guilmi, in Abruzzo, e a Firenze a Villa Romana? Credi che tramite questi tu stia acquistando una nuova coscienza dell’Italia?
JPM: La realtà oggi è una: certo che cambiano le circostanze, cambia il flusso globale di dominio da Paese a Paese, dal Primo al Terzo mondo, dal vecchio al nuovo mondo, da paesi sviluppati o sottosviluppati, etc. ma alla fine non ragionerei così, in blocco. Alla fine tutti siamo soggetti a dei nuovi totalitarismi e ai suoi regimi economici, politici, sociali. Tutti siamo soggetti allo stesso regime di produzione, dietetico, alle forme mercificate di produzione e consumo.
Fatta questa premessa conoscere meglio la storia italiana degli anni settanta, i movimenti Autonomi e le loro lotte attraverso la lettura e le belle conversazioni, capire il presente dopo essermi avvicinato alle sofferenze, ma anche alla creatività di queste persone, di questa parte dell'Italia, sicuramente cambia la mia percezione del territorio.

MACIAS TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo)

MACIAS TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo)

TATTOO (Tatuaggio realizzato da Ozmo), Stampa fotografica, 2014.

LG: I tuoi progetti prevedono sempre un’attivazione reale di energie e azioni che non li fa esaurire con la loro presentazione al pubblico e che intendono anche circuitare il sistema autoreferenziale e astratto del sistema dell’arte.
JPM: Sicuramente. Questo lavoro clandestino, “fatto in casa”, come diceva Deleuze, è molto solitario, a un certo punto ha bisogno di uscire fuori, di incontrare la gente, di contemplare la gente e la sua bellezza. Il bisogno è di sentire e vedere la vita, non di creare oggetti morti, non di rifornire il mercato dell’arte. Penso che alla fine sia un’eredità dell’IS [n.d.r. International Situationiste] quella di pensare continuamente a come rianimare il capitale fornito dalle istituzioni in una nuova circolazione affettiva.


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