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THOMAS GRÜNFELD: INTRUSIONI DELLA SCULTURA NEL DOMESTICO E NEL MONDO ANIMALE

di Viana Conti

Gli allestimenti museali di Thomas Grünfeld (nato ad Opladen nel 1956, vive e lavora a Colonia) coniugano lucidamente l’impersonalità di uno spazio esterno con l’intimità di un interno, la neutralità delle forme con un decoro stile modernista, il cui esito è quello di ammorbidire, tramite arredi imbottiti appesi al muro (materassi, letti, poltrone, in color senape e verde) l’eredità di una rigorosa estetica minimal.

THOMAS GRÜNFELD-Veduta della personale Homey

Veduta della personale Homey, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova, 2014.

Eloquente, l’inserimento, su mensola di legno, della pianta da appartamento sansevieria, dalle rigide foglie lanceolate, marmorizzate di verde scuro, bordate da strisce gialle, investita della funzione di ribaltare visivamente la naturalità in artificio, come aveva fatto, nel suo eccentrico eremitaggio in campagna, il sofisticato Des Esseintes, figura protagonista del romanzo di Huysmans A ritroso, arredando maniacalmente la casa e coltivando esteticamente il giardino.Il titolo Homey, traducibile in “domesticoso”, esprime l’atmosfera della mostra, collocabile in un contesto da salotto borghese anni cinquanta-sessanta. Nell’estetica di luce-ombra, pieni-vuoti, metafisica mediterranea-tensione mitteleuropea, degli scenari espositivi, si percepisce la chiarità visionaria delle Piazze d’Italia di de Chirico. La mostra, a cura di Ilaria Bonacossa, prima personale in un museo italiano, ricostruisce significativamente dal 1981 al 2013, nelle luminose sale, dai pavimenti genovesi in marmo bianco e nero del Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, un arco produttivo di 32 anni. Thomas Grünfeld mina dall’interno i processi di categorizzazione, di ascrivibilità dell’opera ad un ambito artistico riconoscibile, crea resistenza ad una lettura secondo parametri convenzionali, sospinge una nozione di bellezza su un terreno tanto marginale da risultare emarginato: il calore discreto di quella “Familiarità” che la lingua tedesca rende con il termine Gemütlichkeit.

THOMAS GRÜNFELD-Veduta della personale Homey

Veduta della personale Homey, Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova, 2014.

Maestro dell’intrusione in varie tipologie di intimità (domestica) – con  i Polster, oggetti rivestiti, ideati nel 1987-1990, in occasione dell’invito nella sezione Aperto della Biennale di Venezia – e di identità (animale) con gli ibridi tassidermizzati (Misfits)che, con le loro teste su corpi mal assortiti, abitano dignitosamente le sale, incuranti delle possibili reazioni di disappunto del visitatore che resista a considerarli un collage sculturale d’arte.
È consumato maestro anche di quella “deformis formositas, ac formosa deformitas” che indigna San Bernardo davanti a un ibridismo del bestiario mostruoso medievale che turberebbe la preghiera nelle strutture monastiche. L’artista ama guardare dall’esterno i club esclusivi dei gentleman britannici, sul cui tema realizza, nel 1988, il suo primo Misfit: un’opera di tre passeri posati su altrettante palline da cricket, ispirata all’evento, negli anni trenta, di un uccellino ucciso da un lancio.Simili ad arredi o sculture sinuose squagliate sul pavimento, i suoi Gummis, dai colori neutri, sono opere accattivanti ed inquietanti insieme, che rinviano alla solidificazione iperdimensionata di pozzanghere o lacrime realizzate in gomma gonfiata e tesa al massimo, la cui forma sembra appiattarsi a terra, pronta ad ergersi in nuove configurazioni.

THOMAS GRÜNFELD-o.T. (shelf/Wallpainting)

o.T. (shelf/Wallpainting), 1993. Collezione dell’artista.

Come Duchamp aveva ideato i suoi ready made, ispirandosi al catalogo merceologicoannualedel primo Novecento Manufacture française d’Armes et Cycles ed ai libri della Bibliothèque bleue, nota per le pubblicazioni di letteratura popolare, tra il XVII e il XIX secolo, su carta blu (riferimento al libro di Franco Vaccari, Duchamp Messo a Nudo. Dal ready made alla finanza creativa, Gli Ori, 2009), così Thomas Grünfeld, girando per le strade di Colonia trova, nelle vetrine di quattro negozi, i soggetti per i suoi ibridi di animali tassidermizzati (Misfits),per i suoi Gummis,i feltri(Filze), le gonne (Röcke), le mensole di legno (Tabletts). Completano lo scenariole brillanti fotografie di nudi femminili, in stampa Dye Transfer,ispirate a quelle di Carlo Mollino, e la seducente tela monocroma, con ovale di rimando fontaniano, costellata di occhi di vetro: restituzione surreale dello sguardo dello spettatore.

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