Logo Arte e critica Rivista on line

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player









spacer
articoli

Manifesta 12 Palermo.
Conversazione con Hedwig Fijen

a cura di Giulia Gueci

Giulia Gueci: Iniziamo proprio dal luogo. Perché Palermo? Quali gli aspetti determinanti che l’hanno resa la prescelta della prossima edizione?
Hedwig Fijen: La città di Palermo è stata scelta da Manifesta perché incarna due temi importanti che identificano l’Europa contemporanea: la migrazione e il cambiamento climatico, nonché il loro impatto sulle nostre città. Siamo alla ricerca di come presentare questi temi per creare un’eredità diretta per la gente di Palermo, affinché il progetto intervenga profondamente nel tessuto della città.

Manifesta12

Hedwig Fijen, Founder of Manifesta and Director of Manifesta 11, Photo (c) Livio Baumgartner.

GG: Palermo è una realtà socio-culturale complessa, sia per la stratificazione storica articolata che per la posizione geografica strategica al centro del Mediterraneo. Potresti raccontarmi per punti chiave che identità si sta definendo per Manifesta 12, quale atmosfera potremmo sentire in questa città del sud nel 2018?
HF: La questione centrale è come Manifesta 12 può favorire lo sviluppo di strumenti che permettano ai cittadini di rimpossessarsi della città, il punto chiave sarà far conoscere la città attraverso tutti i suoi strati storici, camminando per i vari quartieri e visitando le iconiche architetture che ne identificano la storia, non solo dal punto di vista storico-artistico ma principalmente da quello socio-geografico. Soprattutto, spero che artisti e architetti aiutino a riqualificare la struttura autentica della città e innalzare lo status quo dei cittadini. Se il linguaggio che utilizzeremo sarà accessibile e visionario, saremo in grado di toccare i cittadini e integrarli nel nostro progetto facendo un passo in avanti.

Manifesta12

Hedwig Fijen, Founder of Manifesta and Director of Manifesta 11, Copyright Manifesta11 Eduard Meltzer.

Manifesta11

M11 Guides - Tour by Francesca Gavin, Copyright Manifesta11 Eduard Meltzer.

Manifesta11

M11 Guides - Tour by Francesca Gavin, Copyright Manifesta11 Eduard Meltzer.

GG: Come pensi che Manifesta possa agire per incidere realmente nella città creando un rapporto non di giustapposizione, ma di effettivo contributo alle sue dinamiche sociali e culturali?
HF: Manifesta 12 analizzerà quanto grande può essere il ruolo degli interventi culturali nel permettere ai cittadini palermitani di riappropriarsi della loro città e quale impatto a lungo termine questi avranno. Manifesta 12 a Palermo agirà come un incubatore per movimenti di base supportando le comunità locali con interventi culturali: questo aiuterà a ripensare la città nelle sue strutture socio-economiche e culturali e utilizzerà il profilo informale esistente come piattaforma per un cambiamento sociale.

Manifesta11

Loewenbrau, Copyright Manifesta11 Eduard Meltzer.

Manifesta11

Loewenbrau, Copyright Manifesta11 Eduard Meltzer.

GG: A Manifesta 11 il crossover fra artisti e non artisti, essendo il cuore dell’idea curatoriale di Christian Jankowsky, è palpabile. Certamente ogni Manifesta è ontologicamente differente dalle altre e non appena rientrata da Zurigo ho avuto la sensazione che questa affermazione sarà quanto mai vera per l’edizione a Palermo - città che conosco bene essendoci nata e cresciuta - che immagino diametralmente lontana per aspetto globale e dinamica interna, per certi versi più complessa, da quest’ultima edizione svizzera. Pensi, tuttavia, si possa ricalcare una formula di interazione con la città similare a quella sperimentata per M11?
HF: Nessuna edizione di Manifesta ha lo stesso concetto o prospettiva, dato che Manifesta è basata su una ricerca biennale: il risultato di come il progetto viene presentato si basa sull’inclusione di tante diverse regole, codici ed elementi caratterizzanti del luogo prescelto. Quindi, il modello Zurigo non può essere replicato in alcun modo. Di fatto affrontiamo con serietà i temi dell’educazione e della mediazione e lavoriamo sempre in maniera interdisciplinare, non da un modello di impresa ad un altro, ma creando di volta in volta nuovi modelli capaci di collocare l’architettura vicino alla gente e per la gente, per avere almeno una qualche sorta di impatto. Un intento simile a quello di Zurigo M11 sarà sviluppato in collaborazione con le organizzazioni e le comunità radicate nel territorio.

Manifesta11

Pavillon of Reflections, Filmscreening, Copyright Manifesta11 Wolfgang Traeger.

GG: In termini operativi, pensi quindi di includere attivamente nel progetto associazioni e professionisti locali, oltre ai partner istituzionali dell’Università e dell’Accademia? E nello specifico, hai già in mente qualche nome a cui affiderai la curatela di questa seconda edizione italiana?
HF. Sì, Manifesta si basa assolutamente su movimenti locali, questo è il motivo per cui noi non possiamo tornare indietro al modello del curatore tradizionale come prima di M11, piuttosto pensiamo di nominare qualcuno che sia in grado di mediare creativamente con il contesto e le persone, in modo utile, funzionale e impegnato. Inoltre, c’è un urgente bisogno di concentrarsi su come artisti, pensatori, artigiani possano fornire una visione dell’Europa e del resto del mondo, cosa che i politici non sono più in grado di fare.
Quindi non un curatore in senso stretto, selezionerò un mediatore creativo, un gruppo o una persona che possa per l’appunto mediare tra la comunità locale e risorse esterne come artisti, scuole e altre istituzioni che potrebbero beneficiare dello sviluppo di nuove idee e regole per la città, che dovrebbero essere una volta per tutte supportate e messe in atto dalla gente stessa. In questo senso, io vedo Manifesta 12 come una start up in cui abbiamo bisogno di mediatori per creare una base concettuale di collaborazione, soprattutto di attori locali per rendere ciò sostenibile. Nessuno è interessato solamente a vedere una mostra o una serie di mostre… per cosa? per chi?



TOP


Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player