{"id":2930,"date":"2022-03-15T09:29:45","date_gmt":"2022-03-15T08:29:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteecritica.it\/?p=2930"},"modified":"2023-07-21T15:23:05","modified_gmt":"2023-07-21T13:23:05","slug":"eventualmente-femminile-la-materia-sensibile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteecritica.it\/en\/eventualmente-femminile-la-materia-sensibile\/","title":{"rendered":"Eventualmente femminile &#8211; #la materia sensibile"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #333333;\"><b>PUBBLICHIAMO UN TESTO CHE SCATURISCE DALLE RIFLESSIONI NATE A PARTIRE DALLA MOSTRA <i>EVENTUALMENTE FEMMINILE &#8211; #LA MATERIA SENSIBILE*<\/i>, A CURA DI VERONICA MONTANINO E ANNA MARIA PANZERA, CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DEGLI ARTISTI BANKERI (FRANCESCO BANCHERI), EPVS (ELENA PANARELLA VIMERCATI SANSEVERINO), BRUNA ESPOSITO, IL COLLETTIVO CLAIRE FONTAINE, PIOTR HANZELEWICZ, MARIANNA MASCIOLINI, MAURIZIO SAVINI E CRISTINA RUSSO.<\/b><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #333333;\">A una lettura veloce e distratta, il titolo di questa mostra, <i>Eventualmente femminile &#8211; #la materia sensibile<\/i>, potrebbe ricordare l\u2019ennesima rassegna d\u2019arte tesa a recuperare il gap valoriale evidentemente ancora esistente tra artisti e artiste, generato dal sistema culturale ed economico che circonda l\u2019attivit\u00e0 estetica e creativa \u2013 ormai da tempo immemore ma non da sempre<sup>1<\/sup> tale da diventare con forza (almeno dal Novecento, con l\u2019ingresso di narrazioni diverse rispetto alla tradizione storiografica accreditata) un <i>casus studi<\/i>, che comprende sia visioni socio-politiche di ampio respiro, sia le vicende di specifiche personalit\u00e0.<br \/>\nTuttavia, questa non \u00e8 stata una mostra sulle artiste, n\u00e9 sulle donne nell\u2019arte, n\u00e9 una rivendicazione di genere, bench\u00e9 essa si ponesse \u201cnaturalmente\u201d all\u2019interno della critica al logocentrismo patriarcale della cultura occidentale. Il suo titolo sposta l\u2019aggettivo \u2013 femminile \u2013 al ruolo di sostantivo e, nel riprendere e sviluppare un progetto precedente,<sup>2<\/sup> gli conferisce sempre pi\u00f9 chiaramente le connotazioni di una riflessione ontologica e di una dichiarazione programmatica. La nostra intenzione, infatti, \u00e8 quella di utilizzare il termine come strumento di ricerca, per verificare se esso, confrontato con il vocabolario e con la pratica attuale dell&#8217;arte, possa essere adatto a indicare la natura dell&#8217;arte stessa, della creativit\u00e0 e del processo dell&#8217;immaginazione. <br \/>\nCos\u00ec problematizzato, il termine si potrebbe riferire a una modalit\u00e0 del pensiero, a una \u201cricettivit\u00e0\u201d e \u201cfertilit\u00e0\u201d della mente che produce un fatto tangibile, l\u2019opera. Se poi si pensa al fatto che da secoli \u201cmaschile\u201d o \u201cvirile\u201d \u00e8 stato l\u2019aggettivo conferito alla migliore creativit\u00e0<sup>3<\/sup> (con tutte le implicazioni connesse, non solo in campo culturale), \u00e8 lampante che noi proponiamo un altro punto di vista: da un lato riconduciamo la parola \u201cfemminile\u201d alla sua origine iconica primaria, derivante dall\u2019evidenza fisiologica del corpo di donna; dall\u2019altro, puntiamo a evitare ogni deriva astratta o mistico-religiosa, anche quando essa metta in gioco presunti archetipi femminili e dee madri, convinte come siamo che nulla di spirituale s\u2019imprima nella materia, ma tutto abbia una matrice biologica, anche il pensiero per immagini.<sup>4<\/sup> Usiamo \u201cfemminile\u201d per rendere intellegibile un concetto, un\u2019idea di trasformabilit\u00e0, di plasticit\u00e0 interna all\u2019essere umano ed esteriorizzata nel processo artistico, in grado di ribaltare la visione predominante nel nostro mondo, tendenzialmente ancora impostato su parametri univoci di genere. La donna (intorno alla quale si giocano varie questioni evidentemente non risolte a livello culturale, sociale e politico), e l\u2019uomo (detentore di un potere che, anche a detta della scienza, negli ultimi tempi mostra tutta la sua fallibilit\u00e0), sono soggetti coinvolti in egual misura.<br \/>\nIl sottotitolo <i>La materia sensibile<\/i>, invece, puntualizza una coordinata essenziale sia dell\u2019arte,<sup>5<\/sup> sia del femminile \u2013 come vedremo a breve \u2013 e si pone come l\u2019esordio di auspicabili futuri appuntamenti, tesi a definire sempre meglio il tema che ci sta a cuore. <br \/>\nDunque, ricapitolando: poich\u00e9 nel senso comune il vocabolo \u201cfemminile\u201d indica da una parte un&#8217;entit\u00e0 docile, carezzevole e accudente, dall&#8217;altra un corpo sessualizzato, tentatore e seducente; poich\u00e9 anche le filosofie femministe indagano il concetto di femminile e lo rifiutano come costruzione socialmente determinata,<sup>6<\/sup> \u00e8 lecito usare la parola strumentalmente, per esprimere una categoria o, ancora meglio, una qualit\u00e0 dell\u2019essere umano trasversale ai generi e ai sessi, ed evidentemente proponente un\u2019alternativa al pensiero corrente, che a sua volta usa il maschile come termometro di determinate e positive qualit\u00e0? Esiste storicamente \u201cil\u201d femminile? E perch\u00e9 parlare di femminile dell\u2019arte? Proveremo a illustrarlo, compatibilmente con la brevit\u00e0 di questo testo. <br \/>\nUna prima decisiva risposta ci viene dagli studi di Adriana Cavarero,<sup>7<\/sup> che individua un principio femminile nella cosmogonia ellenica, espresso in molteplici miti, da Persefone a Pandora e altri, e ne studia le sofisticazioni cui lo sottopone la lente della filosofia antica (in particolare Platone).<sup>8<\/sup> Sostanzialmente e negativamente identificato con la natura, tanto quanto il maschile \u00e8 affrancamento da essa, \u00e8 civilt\u00e0, ordine e politica, tale principio consiste nella forza generativa e auto-generativa, che \u2013 finch\u00e9 resti natura \u2013 \u00e8 considerata cosa di scarso interesse. Recupera valore solo se rientra nell\u2019ambito del \u03bb\u03cc\u03b3\u03bf\u03c2 (logos), mimando la produzione creativa per emanazione di pensiero astratto, tendente a costruire verit\u00e0 universali. La pretesa di ci\u00f2 che \u00e8 \u201cassolutamente buono e bello\u201d, ossia divino, si oppone e dissolve la creativit\u00e0 naturale, che partorisce nel tempo esistenze con un inizio e una fine. Quell\u2019altro tipo di \u201ccreativit\u00e0\u201d, al contrario, che il filosofo riconosce esclusivamente al pensiero razionale, induce a vivere in funzione della morte (che, propria o degli altri, \u00e8 comunque fondativa, perch\u00e9 permette il dissolvimento di quei corpi che impediscono la completa vita spirituale), e a cercare l\u2019immutabile nel mondo cangiante: un\u2019operazione, dice Cavarero, che \u00abavviene solo fra maschi\u00bb.<sup>9<br \/>\n<\/sup>Relegata fuori dalla citt\u00e0, la donna e la sua immagine (il femminile), si ritrovano insieme con l\u2019artista e la sua pratica.<sup>10<\/sup> Se l\u2019una mantiene il suo legame con la fecondit\u00e0 della terra ed \u00e8 considerata poco pi\u00f9 che materia bruta, l\u2019altro \u00e8 un soggetto indisciplinato e destrutturante che, pur producendo diversi ordini d\u2019immagini potenzialmente utili alla conoscenza, perch\u00e9 in relazione con la complessit\u00e0 del reale, \u00e8 mediatore d\u2019idee e contenuti non controllabili e ordinati: di conseguenza, \u00e8 esecrabile e pericoloso.<sup>11<br \/>\n<\/sup>Con poche variazioni, tale apparato interpretativo e la connotazione negativa del femminile, rafforzata definitivamente da Aristotele,<sup>12<\/sup> attraversa la cultura occidentale (tra propaggini ebraiche e cristiane), fino a Kant e Hegel, da un lato fondandosi su un linguaggio sessuato, in cui il soggetto maschile eleva se stesso a paradigma universale; dall\u2019altro ponendo maschile e femminile come elementi distinti di una realt\u00e0 perennemente duale e contrastiva, che oltre a maschile\/femminile \u00e8 divisa tra spirito\/materia, razionale\/irrazionale, bene\/male, ecc. Arrivando all\u2019epoca moderna, si pu\u00f2 vedere come neppure il rifiuto opposto all\u2019antropologia tradizionale da Heidegger (filosofo prediletto da tanto femminismo tedesco e non solo),<sup>13<\/sup> neppure la sua moltiplicazione e storicizzazione dei paradigmi umani \u00e8 sufficiente a risolvere il problema, a nostro parere, poich\u00e9 il suo pensiero si radica in Platone e si snoda fino alla costruzione di una metafisica che, infine, non si distacca dalla sua origine, non ne decostruisce l\u2019ordine simbolico e ripresenta la datit\u00e0 di un presunto ente preesistente alle cose, che realizza la realt\u00e0 e l\u2019opera con un processo simile all\u2019incarnazione. Pertanto, come per Platone, anche nella filosofia heideggeriana l\u2019artista deve ridursi a mero tramite di un senso \u201caltro\u201d, decontestualizzato e depersonalizzato.<sup>14<br \/>\n<\/sup>Lungo questo percorso, tuttavia, ci sono delle eccezioni su cui riflettere; in esse il quadrinomio femminile\/natura\/materia\/artificio \u00e8 rivisto senza ostilit\u00e0, alla luce di un\u2019antropologia meno auto-centrata e di una visione del mondo quale intero, in cui i viventi non si separano gerarchicamente. Per esempio, dalla met\u00e0 del XII secolo, comincia l\u2019opera di traduzione del <i>corpus naturale<\/i> aristotelico: per i filosofi medievali esso rappresenta un sapere da cui mutuare l\u2019intera struttura della realt\u00e0 fisica del mondo, utile a colmare il silenzio dei testi sacri, che si fermano al momento iniziale della Creazione. Questo \u00e8 fondamentale, sia per introdurre lo studio della natura, sia per abbandonare progressivamente quella stessa impostazione, a favore di filosofi come Plotino, della tradizione ermetica e della scienza di derivazione araba. \u00c8 Leonardo da Vinci a rompere ogni indugio e timidezza nei confronti di una nuova visione del mondo, dell\u2019essere umano e dell\u2019artista; per il grande toscano, l\u2019universo \u00e8 materia \u201cabbandonata\u201d al suo divenire: \u00ab[&#8230;] la natura essendo vaga e pigliando piacere del creare e fare continue vite e forme, perch\u00e9 cognosce che sono accrescimento della sua terrestre materia, \u00e8 volonterosa e pi\u00f9 presta col suo creare che il tempo col consumare\u00bb.<sup>15<\/sup> Il principio della terra\/materia come continua mutabilit\u00e0 \u00e8 tradotto pittoricamente da Leonardo attraverso il celebre \u201csfumato\u201d, da considerarsi principio femminile persino pi\u00f9 delle magnifiche figure muliebri presenti nei suoi dipinti.<sup>16<br \/>\n<\/sup>In continuit\u00e0 con Leonardo, la natura, la sua creativit\u00e0, il potere generativo della materia, sono progetto di senso anche per Giordano Bruno (e insieme a lui, ma su un versante di pi\u00f9 prudente conformismo, di Francesco Patrizi), il quale definir\u00e0 l\u2019ombra\/materia una puerpera che \u00abcaccia le dimensioni [i corpi, NdA] come dal seno\u00bb<sup>17<\/sup>: \u00abDa noi si chiama artefice interno, perch\u00e9 forma la materia e la figura da dentro, come da dentro del seme o radice manda ed esplica il stipe; da dentro il stipe caccia i rami; da dentro i rami le formate brance; da dentro queste ispiega le gemme; da dentro forma, figura, intesse, come di nervi, le frondi, gli fiori, gli frutti; e da dentro, a certi tempi, richiama gli suoi umori da le frondi e frutti alle brance, da le brance agli rami, dagli rami al stipe, dal stipe alla radice\u00bb.<sup>18<\/sup> Il principio femminile, nell\u2019essere umano, \u00e8 l\u2019energia germinativa del pensiero per immagini.<sup>19<br \/>\n<\/sup>Pensare l\u2019essere come divenire, trasformazione e perenne cambiamento; accettare che niente nasca dal nulla;<sup>20<\/sup> concepire anche l\u2019idea dal punto di vista di un\u2019ecosofia che \u00e8 naturale rovesciamento dell\u2019antropocentrismo e conseguente riscoperta del femminile, proporre la de-soggettivazione per alcuni: \u00e8 una linea di pensiero difficile da riassumere in poche linee, perch\u00e9 soprattutto in epoca contemporanea presenta una moltitudine di autori con cui confrontarsi. A parere di Tiziana Villani, essa parte da Nietzsche e, passando da pensatori come Deleuze e Guattari (ma aggiungerei Heidegger), fino a Donna Haraway, conduce a un divenire-donna, che implicherebbe apertura al molteplice.<sup>21<\/sup> Tuttavia, tale variegato orientamento, pur mostrando punti di contatto con la nostra proposizione, in realt\u00e0 si porta lontano da essa. Per esempio, a causa di una passione per le ibridazioni \u2013 a nostro parere, accettabili nel loro potenziale metaforico \u2013 che se da un lato induce alla trascendenza del dato biologico, crea nuovi legami, supera la logica binaria di arcaica memoria, dall\u2019altro perde irrimediabilmente il concetto d\u2019individuo e di differenza narrabile.<sup>22<\/sup> Di conseguenza, anche d\u2019intervento, in un reale assai lontano dalla \u201csana\u201d fluttuazione delle molteplicit\u00e0 e della cui interpretazione le filosofie sopra citate dimenticano il segreto: il principio di contraddizione, che permette a donne e uomini di essere uguali e diversi.<br \/>\nIl salto epistemologico all\u2019interno di queste teorie \u00e8 costituito dal pensiero di Massimo Fagioli. Nel primo libro della sua trilogia teorica, nel descrivere il processo di realizzazione della vita psichica umana, egli pone il \u201cfemminile\u201d, inteso esplicitamente come situazione affettiva,<sup>23<\/sup> quale posizione da recuperare indifferentemente da uomini e donne, ponendo la creativit\u00e0 nella stessa realt\u00e0 biologica umana. L\u2019arte, che l\u2019essere umano consegue e concretizza superata l\u2019infanzia, meravigliosamente complicata da quelle abilit\u00e0 e quei processi che a essa appartengono, pu\u00f2 allora dirsi e coincidere con il femminile giacch\u00e9 d\u00e0 forma visibile a una realt\u00e0 interiore in grado di farsi attraversare, di reagire e investire la realt\u00e0 esterna di fantasia, creando infiniti \u201cmondi\u201d possibili: mondi della libert\u00e0, ma anche e soprattutto dell\u2019identit\u00e0.<br \/>\nDunque, se tale \u00e8 il femminile dell\u2019arte, veniamo ora allo specifico sottotitolo della mostra, <i>La materia sensibile<\/i>.<sup>24<\/sup> A cosa si allude accostando la qualit\u00e0 \u201csensibile\u201d alla materia? <br \/>\nNon possiamo dimenticare che nella cultura classica e patriarcale la dicotomia tra spirito e materia assegna a quest\u2019ultima la parte negativa, evocando connotazioni spregiative legate all&#8217;impurit\u00e0, alla corporeit\u00e0, al disfacimento, alla caducit\u00e0 e all&#8217;inerzia. Materia e <i>mater<\/i>,<i> <\/i>da cui il termine deriva, sono connesse alla generativit\u00e0, all&#8217;origine di tutte le cose, al femminile,<sup>25<\/sup> e rientrano evidentemente in questa medesima sfera. <br \/>\nD&#8217;altra parte, le parole sensibile\/sensibilit\u00e0, con le diverse sfumature che sono loro proprie,<sup>26<\/sup> costituiscono una porta di passaggio dal materiale all&#8217;immateriale, e recano in s\u00e9 la possibilit\u00e0 di concepire la materia \u2013 e la realt\u00e0 probabilmente \u2013 in un altro modo. Sensibile indica, infatti, qualcosa di percettibile mediante i sensi perch\u00e9 concreto, dotato di fisicit\u00e0 e legato all&#8217;esperienza; in questo senso, il mondo sensibile si contrappone al mondo intellegibile, spirituale, morale, e sembrerebbe quindi incatenarci al cuore della dicotomia; ma la sua reattivit\u00e0, che induce un\u2019alterazione nella natura dei componenti del \u201ccorpo\u201d che riceve una sollecitazione esterna, indica la conservazione della traccia, il trattenere l&#8217;effetto di qualcosa, di qualche avvenimento. Il risentire di un accaduto e le variazioni conseguenti. La possibilit\u00e0 di accogliere le modificazioni di uno stato per effetto di un&#8217;azione\/sollecitazione di un agente. Da notare, che quando quest\u2019agente non interviene pi\u00f9 \u2013 e non \u00e8 pi\u00f9 presente \u2013 si pu\u00f2 comunque dedurre qualcosa dell&#8217;azione e dell&#8217;agente, pur non percependoli direttamente. Ecco che ci lasciamo alle spalle ci\u00f2 che \u00e8 strettamente materiale e percepibile con i cinque sensi, e ci dirigiamo verso un concetto pi\u00f9 sfumato di sensibilit\u00e0, prossimo all&#8217;intuizione, dal carattere radicalmente soggettivo, che consente l&#8217;avvertimento di uno stato fisico o psichico del tutto immateriale e non misurabile, ancorch\u00e9 concreto e reale. <br \/>\nUna volta detto ci\u00f2, \u00e8 evidente che non pu\u00f2 che essere cos\u00ec la materia dell&#8217;arte: un matrimonio tra materia e non materia, in cui sensibile \u00e8 l&#8217;incontro e la fusione tra sostanza inerte e sensibilit\u00e0 umana. Infatti, diamo per scontato che per l&#8217;artista la materia sia sensibile: \u00e8 uno dei motivi per cui diciamo che l&#8217;arte si pone strutturalmente come resistenza e rifiuto rispetto ai fondamenti della cultura logocentrica e patriarcale:<sup>27<\/sup> la prassi artistica \u00e8 lo scioglimento della suddetta coppia oppositiva e la riparazione della scissione. Non a caso i padri della cultura l&#8217;hanno definita pericolosa, come gi\u00e0 accennato, da controllare ed eventualmente strumentalizzare, passando nel corso dei secoli dalla censura e dall&#8217;iconoclastia all&#8217;assimilazione-sussunzione.<sup>28<br \/>\n<\/sup>Il rapporto dell&#8217;artista con la materia \u00e8 semplice e tutt&#8217;altro che conflittuale: l&#8217;artista ignora l&#8217;inerzia della materia, non prevede e non accetta la staticit\u00e0. Vede della materia la sua porosit\u00e0, malleabilit\u00e0, trasformabilit\u00e0, la sua sensibilit\u00e0 al cambiamento. La materia per l&#8217;artista \u00e8 sensibile essenzialmente poich\u00e9 manipolabile. \u00c8 sensibile, perch\u00e9 sentita come capace di accogliere fisicamente l&#8217;intenzione dell&#8217;autore, cio\u00e8 se stesso. \u00c8 sensibile, perch\u00e9 disponibile a lasciarsi imprimere la dimensione mentale, emotiva, psichica e a rendersi memoria tangibile. Sensibile perch\u00e9 rende deducibile il pensiero dell&#8217;artista. \u00c8 materia animata, come i visitatori della mostra si sono lasciati suggerire dall&#8217;opera di Bruna Esposito (indipendentemente dalle sue intenzioni), in cui delle scope si muovono lentamente e senza soluzione di continuit\u00e0, alimentate da un meccanismo di batterie per automobili, girando su se stesse in una sorta di danza, che a seconda di chi e come guarda diventano fiaba, animismo, tribalismo e primitivismo, ciclicit\u00e0 della natura, raffinata poesia e concettualit\u00e0 criptica o magia e storie di streghe. \u00c8 viva l&#8217;opera in mostra di Maurizio Savini, non tanto perch\u00e9 i pappagalli siano viventi ma perch\u00e9 contiene la vita, ovvero il pensiero dell&#8217;artista, che potremmo anche non conoscere, ma ugualmente sentiamo che ci accompagna per il tramite dei versi di questi uccelli colorati, che seguono il visitatore durante tutto il percorso espositivo, evocando la sensazione di una foresta o di un telaio, un \u00abfondamentale trait d&#8217;union tra tutte le opere\u00bb,<sup>29<\/sup> come ci ha detto qualcuno, anche e soprattutto mentre l&#8217;immagine visiva non c&#8217;\u00e8 e si percepisce solo il suono. Cos\u00ec come le opere di Bankeri, bench\u00e9 si chiamino <i>Reliquiari<\/i>, non contengono l&#8217;idea della morte: richiamano invece l&#8217;idea di un acquario brulicante di vita e fanno pensare che nelle nature morte, \u201cnatura\u201d e \u201cmorte\u201d sono una contraddizione in termini nelle mani e nella mente degli artisti, probabilmente da sempre. <br \/>\nTutto l&#8217;allestimento, comprensivo di uno specifico intervento ambientale, firmato da Sauro Radicchi, suggerisce la lettura di uno spazio che da abbandonato\/disabitato diventa abitato e non solo occupato da opere.<sup>30<\/sup> La stoffa potenzialmente fluttuante al minimo movimento e spostamento dell&#8217;aria \u00e8 una carezza, ma anche un invito a osservare lo spazio, non occultato ma reso ancora pi\u00f9 visibile nella trasparenza dell&#8217;installazione e dell&#8217;allestimento tutto, in cui le opere mai isolate vivono del forte dialogo tra loro e con un luogo n\u00e9 neutrale, n\u00e9 spettrale. Insomma la materia, di cui l&#8217;opera \u00e8 fatta, \u00e8 sensibile in quanto messaggera nei confronti di chiunque voglia confrontarsi con essa, attivando la propria sensibilit\u00e0. Una sensibilit\u00e0 che ha a che fare con la relazione, con il rapporto possibile anche in assenza dell&#8217;autore, grazie a quella materia che ne fa le veci<sup><a class=\"sdfootnoteanc\" style=\"color: #333333;\" href=\"#sdfootnote31sym\" name=\"sdfootnote31anc\">31<\/a><\/sup>. \u00c8 una storia di attrazione, seduzione, piacere, desiderio e fascinazione dell&#8217;artista verso la vita e la materia, e del fruitore verso l&#8217;opera e il pensiero dell&#8217;artista, verso uno stimolo che pu\u00f2 attivare il proprio pensiero. <br \/>\nAl di fuori di questo rapporto e di questa sensibilit\u00e0, legata alla sensualit\u00e0 di tutte le componenti in gioco, l&#8217;arte e il suo riconoscimento rimangono un atto di fede e\/o una questione verificabile consultando Artprice<sup>32<\/sup> e i valori di mercato. \u00c8 arte ci\u00f2 che il sistema legittima, ma in tale ratifica non c&#8217;\u00e8 possibilit\u00e0 alcuna di cogliere il senso di questi oggetti anomali. Forse, per\u00f2, il fatto che ci sia un vasto pubblico per l&#8217;arte (migliaia di visitatori a ogni edizione della Biennale di Venezia), che i musei non siano ancora stati rottamati, che l&#8217;arte sia diffusa e considerata (magari non sempre dai nostri amministratori ma certamente nel pensiero comune), che non sia percepita come un alieno\/extraterrestre, sono indicatori che la gente si rivolge probabilmente all&#8217;arte per cercare qualcosa oltre la realt\u00e0 costituita e il quotidiano dato. Certo, il museo potrebbe essere paragonato \u2013 qualcuno lo fa \u2013 a una chiesa,<sup>33<\/sup> con tanto di pellegrinaggio, ma l&#8217;artista che gioca a fare dio con la creazione artistica disinnesca naturalmente l&#8217;idea di dio fino a escluderla, e lega incontrovertibilmente la creativit\u00e0 all&#8217;umano. La dimensione \u201cmisterica\u201d delle immagini rimane, se vogliamo, ma \u00e8 da intendere come qualcosa che non si capisce fino in fondo, che rimane aperta e non definibile, sconosciuta, non classificabile razionalmente o mediante linguaggio articolato. Tale dimensione d\u2019incertezza, per\u00f2, rimane fatto umano appartenente certamente alla mente e alla sua complessit\u00e0, e non certo al trascendente o al sovrannaturale, che peraltro sono sempre nostre invenzioni\/creazioni. \u00abCreare \u00e8 dare forma al proprio destino\u00bb recita una frase attribuita ad Albert Camus nell&#8217;opera in mostra di EPVS.<br \/>\nPer concludere, il femminile dell&#8217;arte, inscindibile dalla materia che abbiamo definito sensibile, \u00e8 il rifiuto del trascendente nel materializzare, nel far apparire, nel rendere un contenuto invisibile, visibile agli altri e a se stessi, in una dinamica che reagisce e rifiuta il non \u00e8, il non c&#8217;\u00e8, l&#8217;assenza cui contrappone l&#8217;essere e la presenza.<sup>34<\/sup> \u00c8 la nascita in opposizione alla morte in un processo in cui la materia non \u00e8 alienabile, ma siamo piuttosto noi (autori e fruitori), che alieniamo noi stessi, e la nostra umanit\u00e0, nella materia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><em>Gennaio 2022<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: #333333;\">*<i>Eventualmente femminile &#8211; #la materia sensibile<\/i>, Bankeri (Francesco Bancheri), EPVS (Elena Panarella Vimercati Sanseverino), Bruna Esposito, Claire Fontaine, Piotr Hanzelewicz, Marianna Masciolini, Maurizio Savini e Cristina Russo, a cura di Veronica Montanino e Anna Maria Panzera, Roma, Palazzo Capizucchi<span style=\"font-family: helveticaneueltstd55-roman, Arial, sans-serif;\">,<\/span> 26 &#8211; 28 novembre 2021 (con aperture settimanali fino all\u201911 dicembre, Giornata Amaci del Contemporaneo).<\/span><\/p>\n<div id=\"sdfootnote1\">\n<p class=\"sdfootnote-western\" style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: 10pt; color: #333333;\">1. Non \u00e8 inutile ricordare che il mercato dell\u2019arte \u00e8 un fenomeno antico ma strettamente legato alla nascita del gusto per il collezionismo e dell\u2019antiquariato. Dobbiamo pertanto ricondurre il suo esordio europeo al distacco dell\u2019arte dalla dimensione collettiva e animistica delle origini, passando attraverso le prime committenze pubbliche (durante il periodo delle \u03c0\u03cc\u03bb\u03b5\u03b9\u03c2\/poleis, contingenza da non sottovalutare anche nell\u2019ottica di un\u2019analisi di genere), per arrivare all\u2019et\u00e0 romana, quando la richiesta di statue provenienti dalla Grecia soddisfa i desideri di un pubblico di privati, appartenenti alle classi dominanti. In et\u00e0 moderna e contemporanea, l\u2019approccio finanziario del vigente sistema economico, se da un lato ha continuato a ridurre le opere al ruolo di feticci, dall\u2019altro ha indotto molti creatori a sfuggire in maniera sempre pi\u00f9 ardita alle riduzioni tassonomiche, a rompere o alterare le filiere produttive, facendo divenire il mercato, un sistema sempre pi\u00f9 sfuggente e complesso. Cfr. A. Zorloni, <i>L&#8217;economia dell&#8217;arte contemporanea. Mercati, strategie e star system<\/i>, Franco Angeli, Milano-Roma 2016.<br \/>\n2. Dal comunicato stampa dell\u2019esposizione (redatto a cura di chi scrive): \u00abl\u2019idea della mostra si lega al progetto \u201cPer una ricerca sulla specificit\u00e0 dell\u2019arte [eventualmente] femminile\u201d, condotto dalle medesime curatrici, che tra il 2016 e il 2018 ha visto coinvolte oltre sessanta artiste e quindici studiose in una serie d\u2019incontri, convegni e giornate di studio, nel 2019 divenuti oggetto di una pubblicazione per i tipi Bordeaux (Roma), dal titolo <i>FEMM[E] \u2013 Arte [eventualmente] femminile<\/i>\u00bb. In prima istanza, il progetto nasceva come esigenza di confronto con le artiste romane, in particolare gravitanti intorno all\u2019esperienza del MAAM Museo dell\u2019Altro e dell\u2019Altrove di Metropoliz Citt\u00e0 Meticcia, e coinvolgeva anche le studiose pi\u00f9 attente agli studi di genere. Allora, l\u2019attitudine conoscitiva, relazionale, politica, prevaleva e avvolgeva il \u201cfemminile\u201d di un alone ipotetico, fino a quando esso non \u00e8 venuto a configurarsi come una \u201cqualit\u00e0 dell\u2019essere\u201d, culturalmente fondata, su cui imperniare la ricerca sulla dimensione creativa dell&#8217;artista, come cercheremo qui di spiegare.<br \/>\nCfr. anche C. Biasini Selvaggi, <i>Eventualmente Femminile: intervista a Veronica Montanino e Anna Maria Panzera<\/i>, in \u201cExibart\u201d, 26 novembre 2021, <a style=\"color: #333333;\" href=\"https:\/\/www.exibart.com\/mostre\/eventualmente-femminile-intervista-a-veronica-montanino-e-anna-maria-panzera-mostra-roma\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.exibart.com\/mostre\/eventualmente-femminile-intervista-a-veronica-montanino-e-anna-maria-panzera-mostra-roma\/<\/a><br \/>\n3. Alcuni esempi: Cesare Malvasia, <i>Felsina pittrice. Vite de&#8217; pittori bolognesi<\/i>, vol.II, Bologna 1678, p.454: \u00ab[&#8230;] ebbe del virile e del grande\u00bb, a proposito di Elisabetta Sirani. Paul Leroi, <i>Salon de 1886<\/i>, in \u201cL\u2019Art\u201d, 41, 1886, p.67: \u00abQuesta giovane donna appena maggiorenne possiede un disegno virile [&#8230;]\u00bb, a proposito di Camille Claudel. Mario Tinti, <i>La mostra degli artisti laziali<\/i>, in \u201cIl resto del Carlino\u201d, 26 aprile 1929: \u00abla pittura vuol farla da uomo [&#8230;]\u00bb, a proposito di Leonetta Cecchi Pieraccini. Anna Franchi, <i>Donne Artiste<\/i>, in \u201cEmporium\u201d, XLIX, n.294, p.325: \u00abMa poi vi sono anche altre donne artiste [&#8230;] dopo le pochissime realmente grandi per natura virile o per rara eccezione [&#8230;]\u00bb, generalmente parlando delle artiste.<br \/>\n4. A questo riguardo, si veda la ricerca e la teoria dello psichiatra Massimo Fagioli, espressa nei suoi testi fondamentali (la trilogia della teoria della nascita: <i>Istinto di morte e conoscenza<\/i>, 1970; <i>La marionetta e il burattino<\/i>, 1974; <i>Teoria della nascita e castrazione umana<\/i>, 1974), e il cosiddetto \u201cquarto libro\u201d, <i>Bambino donna e trasformazione dell\u2019uomo<\/i>, 1979, proposti tutti in una nuova edizione tra il 2010 e il 2013 dall\u2019Asino d\u2019Oro Edizioni. A questi si affianca l\u2019edizione delle lezioni tenute all\u2019Universit\u00e0 G.D\u2019Annunzio di Chieti-Pescara (2002-2012) e altro ancora.<br \/>\n5. Sensibile \u00e8 la materia, giacch\u00e9 dotata di una propria ricettivit\u00e0, che le permette di mostrarsi in molteplici forme differenti; lo \u00e8 doppiamente, perch\u00e9 rende \u201csensibile\u201d, in altre parole percepibile, l\u2019idea che l\u2019artista vi trasferisce. Il punto sar\u00e0 sviluppato nella seconda parte del testo.<br \/>\n6. Vastissima la bibliografia. Ricordiamo solo a titolo indicativo S.de Beauvoir, <i>La femminilit\u00e0, una trappola. Scritti inediti 1927-1982<\/i>, L&#8217;Orma editore, Roma 2021; J.Butler, <i>La disfatta del genere<\/i>, Meltemi, Roma 2006.<br \/>\n7. A. Cavarero, <i>Il femminile negat<\/i><i>o. <\/i><i>La radice greca della violenza occidentale<\/i>, Pazzini Editore, Villa Verrucchio 2007.<br \/>\n8. Alcune opere di riferimento del filosofo sono <i>La Repubblica<\/i> (in particolare il libro X), il <i>Sofista<\/i> e un dialogo giovanile intitolato <i>Ione<\/i>.<br \/>\n9. <i>Ivi<\/i>, pp.61. Leggi anche <i>ivi<\/i>, p.64: \u00abQuesta \u00e8 un\u2019operazione strategica di grande importanza: da una parte il generare [&#8230;] viene dislocato nel non essenziale e depotenziato nella sua significazione positiva; dall\u2019altra, tutto l\u2019immaginario del generare [&#8230;] viene rubato dalla filosofia e ne diventa il lessico stesso\u00bb.<br \/>\n10. Cfr. V. Montanino, \u201cPerch\u00e9 l&#8217;arte \u00e8 sempre femminile?\u201d, in G.de Finis (a cura di) <i>Face to Face. The maieutic machine<\/i>, Bordeaux Edizioni, Roma 2017, pp. 282-85.<br \/>\n11. Cfr. R. Petrilli, <i>Platone, la m\u00edm\u0113sis e la crisi dell\u2019arte<\/i>, in \u201cwww.unclosed.eu &#8211; arte e oltre\/art and beyond &#8211; rivista trimestrale di arte contemporanea\u201d, n.27, 20 luglio 2020, <a style=\"color: #333333;\" href=\"https:\/\/www.unclosed.eu\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=315:platone-la-mimesis-e-la-crisi-dell-arte&amp;catid=9:sestante-esplorazioni\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">https:\/\/www.unclosed.eu\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=315:platone-la-mimesis-e-la-crisi-dell-arte&amp;catid=9:sestante-esplorazioni<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt; color: #333333;\">Sulla pericolosit\u00e0 del femminile \u00e8 interessante il nesso con le streghe, cui \u00e8 attribuito il potere \u2013 riconosciuto anche all&#8217;arte, indubbiamente \u2013 di influenzare eventi e persone.<br \/>\n12. Cfr. Aristotele, <i>Opere<\/i>, 4, <i>Parti degli animali, Riproduzione degli animali<\/i>, G.Laterza &amp; Figli, Bari-Roma 2019.<br \/>\n13. M.Heidegger (1927), <i>Essere e Tempo<\/i>, Longanesi, Milano 1976.<br \/>\n14.<span lang=\"en-US\"> Cfr. la nota critica di Mayer Shapiro (\u201cThe Still Life as Personal Object \u2014 A Note on Heidegger and Van Gogh\u201d, in M.L. Simmel, <\/span><span lang=\"en-US\"><i>The Reach of Mind: Essays in Memory of Kurt Goldstein<\/i><\/span><span lang=\"en-US\">, Springer Publishing Company, New York 1968, pp.203-209), a Martin Heidegger (<\/span><span lang=\"en-US\"><i>L\u2019origine dell\u2019opera d\u2019arte<\/i><\/span><span lang=\"en-US\">, a cura di G.Zaccaria e I.De Gennaro, Marinotti, Milano 2000; ed. or. 1931-32).<br \/>\n<\/span>15. Leonardo da Vinci nella raccolta a cura di J.P. Richter, <i>The Notebooks of Leonardo da Vinci, XIX: Philosophical Maxims. Morals. Polemics and Speculations<\/i>. 1219, London 1883, in G.De Lorenzo, <i>Leonardo da Vinci e la geologia<\/i>, N.Zanichelli Editore, Bologna 1920, p.8.<br \/>\n16. Cfr. A. M. Panzera, \u201cLeonardo e il \u2018Leonardo\u2019 di Freud\u201d, in <i>Crisi del freudismo e prospettive della scienza dell\u2019uomo<\/i>, atti dell\u2019omonimo convegno a cura di L.A. Armando, Napoli 8-9 ottobre 1999, Nuove Edizioni Romane, Roma 2000, pp.235-241.<br \/>\n17. G. Bruno, <i>De la caus<\/i><i>a, <\/i><i>principio<\/i><i> et <\/i><i>uno<\/i>, a cura di G.Aquilecchia, Einaudi, Torino 1973, p.18.<br \/>\n18. <i>Ivi<\/i>, p.63. Cfr. anche A.M. Panzera, <i>\u00abLa materia (e l\u2019ombra) femina vien detta\u00bb. Il naturalismo caravaggesco tra pittura e filosofia, tra realt\u00e0 e metafora femminile<\/i>, relazione al convegno \u201cDa Artemisia alle altre. Le donne del Caravaggio\u201d, a cura di R.Lapucci e J.Adams, Monte S.Maria in Tiberina, 2 ottobre 2021 (atti in corso di pubblicazione).<br \/>\n19. Cfr. A. M. Panzera, \u201cEventualmente Femminile\u201d, in V.Montanino, A.M. Panzera (a cura di), <i>Femm[E] \u2013 Arte [eventualmente] femminile<\/i>, Bordeaux, Roma 2019, pp.23-33.<br \/>\n20. Cfr. V. Montanino, \u201cOltre il genere. Il femminile dell\u2019arte\u201d, in V.Montanino, A.M. Panzera (a cura di), <i>Femm[E] \u2013 Arte [eventualmente] femminile<\/i>, Bordeaux, Roma 2019, pp.13-22.<br \/>\n21. T. Villani, <i>Il divenire-donna, a partire da Deleuze e Guattari<\/i>, in \u201cEffimera\u201d, 27 marzo 2019, <a style=\"color: #333333;\" href=\"http:\/\/effimera.org\/divenire-donna-partire-deleuze-guattari-tiziana-villani\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/effimera.org\/divenire-donna-partire-deleuze-guattari-tiziana-villani\/<\/a><\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: 10pt; color: #333333;\">22. A. Cavarero, \u201cIl pensiero femminista. Un approccio teoretico\u201d, in A.Cavarero, F.Restaino, <i>Le filosofie femministe. Due secoli di battaglie teoriche e pratiche<\/i>, Bruno Mondadori, Milano 2002, p.78.<br \/>\n23. M. Fagioli, <i>Istinto di morte e conoscenza<\/i>, L\u2019Asino d\u2019oro Edizioni, Roma 2017<sup>14<\/sup>, pp.94-95.<br \/>\n24. Per materia intendendo tutto ci\u00f2 che \u00e8 percettibile e verso cui si rivolgono gli artisti per realizzare un&#8217;opera, dal suono al corpo, dalla pietra alla luce.<br \/>\n25. L. Re, \u201cMater-Materia. Il potere materno e l&#8217;avanguardia futurista\u201d, in M.Gioni, R.Tenconi (a cura di), catalogo della mostra <i>La Grande Madre<\/i>, Palazzo Reale, Milano, 26 agosto &#8211; 15 novembre 2015, Skira, Ginevra-Milano 2015, pp.49-51.<br \/>\n26. Cfr. Treccani, vocabolario online, alle voci \u201csensibilit\u00e0\u201d, \u201csensibile\u201d.<br \/>\n27. Cfr. V. Montanino, \u201cPrassi artistica e prassi politica\u201d, in G.de Finis (a cura di), <i>Future Lascaux. Il museo abitato di Metropoliz<\/i>, Bordeaux Edizioni, Roma 2022 (in corso di pubblicazione). Cfr. anche J.Ranci\u00e8re, <i>La partizione del sensibile. Estetica e politica<\/i>, DeriveApprodi, Roma 2016, p. 10.<br \/>\n28. Cfr. E. Wind, <i>Arte e anarchia<\/i>, Adelphi, Milano 1997, aletta anteriore: \u00abNella<i> Repubblica<\/i> di Platone l&#8217;arte e gli artisti sono considerati un pericolo, una minaccia per l&#8217;ordine, e vengono sottoposti a censura [\u2026] forse Platone sapeva meglio di noi che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;arte, e giustamente la temeva, perch\u00e9 i poteri dell&#8217;immaginazione sono quanto di pi\u00f9 vicino, nell&#8217;uomo, a un fuoco trasformatore o distruttivo\u00bb.<br \/>\n29. Quelle riportate sono alcune impressioni espresse dai visitatori stessi, che commentavano la visita.<br \/>\n30. I locali di Palazzo Capizucchi che hanno ospitato la mostra, occupati dal Centro Culturale Francese in Roma e dall\u2019Universit\u00e0 Roma Tre fino al 2019, sono attualmente dismessi.<br \/>\n31. J. Ranci\u00e8re, <i>Lo spettatore emancipato<\/i>, DeriveApprodi, Roma 2018.<br \/>\n32. Leader mondiale delle banche dati sulle quotazioni e gli indici dell&#8217;arte.<br \/>\n33. Cfr. D. Buren, <i>Funzione del Museo<\/i>, testo originale inglese a cura del Museo d&#8217;Arte Moderna di Oxford, poi tradotto e pubblicato a cura della Galleria Banco di Brescia in occasione della sua esposizione, dicembre 1974; B.O&#8217;Doherty, <i>Inside the White Cube. L&#8217;ideologia dello spazio espositivo<\/i>, Johan &amp; Levi editore, Monza 2012.<br \/>\n34. M. Fagioli, <i>La marionetta e il burattino<\/i>, Premessa alla quinta edizione, L\u2019Asino d\u2019oro Edizioni, Roma 2011, pp.303 e 318.<\/span><\/p>\n<\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PUBBLICHIAMO UN TESTO CHE SCATURISCE DALLE RIFLESSIONI NATE A PARTIRE DALLA MOSTRA EVENTUALMENTE FEMMINILE &#8211; #LA MATERIA SENSIBILE*, A CURA DI VERONICA MONTANINO E ANNA MARIA PANZERA, CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DEGLI ARTISTI BANKERI (FRANCESCO BANCHERI), EPVS (ELENA PANARELLA VIMERCATI SANSEVERINO), BRUNA ESPOSITO, IL COLLETTIVO CLAIRE FONTAINE, PIOTR HANZELEWICZ, MARIANNA MASCIOLINI, MAURIZIO SAVINI E [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":2940,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"kt_blocks_editor_width":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[2590,2584,2492,2516,2524,2542,2475,2521,1795,1663,2599,2515,2548,2476,1031,2606,2480,2537,2600,2528,2531,2481,2520,2493,2578,2485,2580,2103,2579,2506,1416,2543,2598,2505,2586,2479,2533,2544,2478,2564,2491,2473,2529,2530,2559,457,2532,2525,2487,2489,2496,2477,2504,2603,2595,2604,2498,456,2572,2503,2558,2518,2576,2585,2554,2587,2540,2497,2508,2605,2556,2502,2545,2571,2582,2596,2553,2568,2589,2536,2522,2570,2552,2550,2593,2546,2490,2560,2539,2597,1912,2588,2066,2575,2577,2541,2602,2486,1671,2591,2526,2483,2569,2538,986,2510,2511,2500,2484,2565,2519,2527,1897,2583,2517,2594,2495,2513,2562,2534,2557,2494,1687,2509,2581,2592,2561,2501,2512,2488,2563,1843,2535,2514,2549,2555,2499,2523,2547,2573,2567,2566,2507,2551,2601,2474,2574],"autore":[2472],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.9 - 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