{"id":3820,"date":"2023-07-17T12:22:40","date_gmt":"2023-07-17T10:22:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteecritica.it\/?p=3820"},"modified":"2023-07-22T14:31:24","modified_gmt":"2023-07-22T12:31:24","slug":"franco-vimercati-vedere-il-tempo-seeing-time","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteecritica.it\/en\/franco-vimercati-vedere-il-tempo-seeing-time\/","title":{"rendered":"Franco Vimercati. Vedere il tempo \/ Seeing time"},"content":{"rendered":"<p>Franco Vimercati fotografava, scriveva con la luce.<br \/>\nLa fotografia \u00e8 il risultato di una mutazione, \u00e8 necessario un solo istante affinch\u00e9 la pressione del polpastrello sul pulsante si trasformi in immagine impressa, fissa, permanente. Esiste una relazione profonda e mai del tutto chiarita tra la fotografia e il tempo, una relazione che ha visto spesso la fotografia portare il peso della responsabilit\u00e0 di poter fermare il tempo. Vimercati ha insistito su questa relazione, indagandone le contraddizioni e intuendone le possibilit\u00e0. Per l\u2019artista non si tratta di mettere in pausa quel presente che Sant\u2019Agostino sentiva troppo fuggevole, come un momento di separazione tra passato e futuro privo di estensione, un solo istante che era futuro e che \u00e8 gi\u00e0 passato,<sup>1<\/sup> si tratta di uscire fuori dalle logiche temporali, dalle catene del tempo che inesorabile scappa da se stesso. Vimercati costruisce un nuovo ordine temporale in cui il minuto assume il sapore dell\u2019eternit\u00e0. In <em>Un minuto di fotografia<\/em> (1974), una famosa serie dall\u2019aria enigmatica, l\u2019artista mostra e l\u2019osservatore vede lo scorrere di un minuto. Un click ogni cinque secondi, non uno in pi\u00f9 o uno in meno, tredici immagini della stessa sveglia, sullo stesso fondo anonimo e incomprensibile. Se nulla sembra cambiare dalla prima alla tredicesima foto, \u00e8 solo a uno sguardo pi\u00f9 attento che diventa chiaro un piccolo mutamento, non mancano pi\u00f9 quattordici minuti alle tre: \u00e8 passato un minuto.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 allora un minuto? La stessa parola ha una natura ambigua, deriva dal latino <em>minutus<\/em> che testualmente vuol dire: fare pi\u00f9 piccolo. Quel <em>pi\u00f9<\/em> suggerisce una relazione, si tratta di rimpicciolire qualcosa ed \u00e8 naturale chiedersi cosa: il tempo come entit\u00e0 universale, la vita come presenza e durata, o forse l\u2019eternit\u00e0. Il lavoro di Franco Vimercati sta in questa riduzione, nel rimpicciolire l\u2019eterno e racchiuderlo in una foto. Le sue serie sono minuti di vita, riduzioni di esistenza intrappolate in ogni scatto. Non pezzi ma riduzioni, in cui ognuno di quegli scatti \u00e8 contenitore dell\u2019intero esserci con le sue ambiguit\u00e0 e le sue contraddizioni.<br \/>\n\u00c8 proprio questa forte presenza ad avvolgere di un\u2019aura di mistero le serie di fotografie dell\u2019artista, imbevute di una certa intimit\u00e0 enigmatica, inspiegabile, o forse inspiegabilmente chiara. Un clima criptico che diventa ancora pi\u00f9 pressante nel fondo anonimo sul quale gli oggetti restano sospesi in un <em>non-luogo<\/em> che \u00e8 <em>niente<\/em>, o in un <em>dove<\/em> che \u00e8 <em>ovunque<\/em>, sconosciuto e familiare al tempo stesso, di cui non si riesce a comprendere il significato eppure certamente significativo.<br \/>\nLungo il cammino tra le sedi di via Stradella \u2013 in occasione dell\u2019ampia retrospettiva dal titolo <a href=\"https:\/\/raffaellacortese.com\/exhibition\/2020\/franco-vimercati-un-minuto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Un minuto<\/em><\/a> con cui la Galleria Raffaella Cortese, nel 2020, festeggiava i 25 anni della sua attivit\u00e0 iniziata proprio con una mostra di Vimercati<sup>2<\/sup> \u2013 qualcosa di quell\u2019enigma diventa improvvisamente chiaro. I fondi all\u2019apparenza esanimi sui quali si delineano i profili delle bottiglie, delle brocche, dei bicchieri, diventano vivi all\u2019occhio di un osservatore attento, carichi della presenza dell\u2019artista che ingombra e invade. Vimercati \u00e8 l\u00ec, in ogni nero, in ogni bianco e in ogni sfumato, in un\u2019atmosfera incognita di cui \u00e8 parte e che anzi costituisce. In un tale busillis c\u2019\u00e8 dunque qualcosa di inequivocabile, l\u2019esplicita consistenza del suo esserci, una presenza talmente forte da rendere oggetti all\u2019apparenza cos\u00ec pop lo specchio dell\u2019intimit\u00e0 profonda di qualcuno che non \u00e8 me. Un artista che Marco Scotini definisce \u00abisolato (per vocazione e destino), schivo e riflessivo\u00bb,<sup>3<\/sup> ma che ha saputo mostrare il tempo e nella consapevolezza della sua universalit\u00e0, farne termine per la relazione con l\u2019altro. La sensazione di fronte al lavoro di Vimercati \u00e8 come quella che si prova a stare dietro allo spioncino di una porta, come un voyeur di fronte al pressante quotidiano dell\u2019artista e alla sua visione particolarissima del mondo e della vita. L\u2019obiettivo della macchina fotografica diventa l\u2019occhio attraverso il quale scorgere l\u2019abituale di un uomo, che nella ripetizione ossessiva di una routine martellante trova il senso del suo esistere.<br \/>\nVimercati scrive con la luce il diario del suo quotidiano e, rinunciando all\u2019opera unica per dedicarsi alle serie, parla dello scorrere di una routine fatta di ripetizioni mai sovrapponibili, di impercettibili mutamenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3825\" aria-describedby=\"caption-attachment-3825\" style=\"width: 604px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3825\" title=\"Franco Vimercati, Senza titolo (Zuppiera), 1991. Photo Archivio Franco Vimercati \u00a9 Eredi Franco Vimercati. Courtesy archivio Franco Vimercati, Milan and Galleria Raffaella Cortese, Milan\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1-min-3.jpg\" alt=\"Franco Vimercati, Senza titolo (Zuppiera), 1991, gelatin silver print, 17.7 \u00d7 22.5 cm. ed. 6 + 3aP. Photo Archivio Franco Vimercati \u00a9 Eredi Franco Vimercati. Courtesy archivio Franco Vimercati, Milan and Galleria Raffaella Cortese, Milan\" width=\"604\" height=\"475\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1-min-3.jpg 830w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1-min-3-768x604.jpg 768w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1-min-3-15x12.jpg 15w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1-min-3-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/1-min-3-600x472.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 604px) 100vw, 604px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3825\" class=\"wp-caption-text\">Franco Vimercati, <em>Senza titolo (Zuppiera)<\/em>, 1991, gelatin silver print, 17.7 \u00d7 22.5 cm. ed. 6 + 3aP. Photo Archivio Franco Vimercati \u00a9 Eredi Franco Vimercati. Courtesy archivio Franco Vimercati, Milan and Galleria Raffaella Cortese, Milan<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Casa Morandi \u2013 che di recente ha ospitato la mostra <a href=\"http:\/\/www.mambo-bologna.org\/museomorandi\/mostre\/mostra-311\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Vimercati-Morandi. Ripetizioni differenti<\/em><\/a><sup>4<\/sup> \u2013 ha voluto sottolineare il legame tra Vimercati e Morandi. Soggetti ripetuti all\u2019apparenza anonimi; visioni frontali studiate con attenzione; immagini a un primo sguardo esanimi, immobili; nature morte che prendono vita nello scorrere del tempo; visioni simili ma mai uguali, oggetti di sottili mutazioni, registratori del costante divenire. Nel lavoro di entrambi gli artisti il tempo si incastra, in Vimercati nell\u2019obiettivo della macchina fotografica, tra uno scatto e un altro, in Morandi tra una visione e una pennellata.<br \/>\nIl tentativo di mostrare lo scorrere del tempo con le lievi variazioni di luce e di senso tra un secondo e quello dopo \u00e8 un nodo centrale nel ragionamento di Vimercati e Scotini lo descrive chiaramente: \u00abQuella di Vimercati non \u00e8 una fotografia di oggetti, nonostante tutta la letteratura critica che \u00e8 stata dedicata ai suoi referenti prosaici e domestici (dalla brocca al vaso, dalla moka alla zuppiera). Piuttosto \u00e8 una fotografia di eventi, di metamorfosi minimali e marginali, di avvenimenti che sfuggono al controllo. Non un catalogo di cose ma un archivio del tempo\u00bb.<sup>5<br \/>\n<\/sup>Vimercati compie quasi ossessivamente sempre lo stesso gesto: fotografa una sveglia ogni cinque secondi, scatta 36 foto alla stessa bottiglia (<em>Bottiglie di acqua minerale<\/em>, 1975). In ognuna di quelle foto \u00e8 racchiusa l\u2019intimit\u00e0 di un momento, e ogni scatto \u00e8 parte di una serie che diventa immaginario del tempo.<br \/>\nIl suo lavoro tratta di uno scorrere inarrestabile, non prova a catturare il tempo, prova a vederlo, osservarlo e poi mostrarlo, ed \u00e8 in quel momento che quel tempo cessa di appartenere al suo intimo e diventa collettivo, riguarda ognuno.<br \/>\nCasa Morandi, nel mostrare il legame del fotografo con il pittore bolognese, mette in luce questa volont\u00e0 insita nel lavoro di entrambi: non fermare il tempo ma rappresentarlo. Un tempo personale e privato ma al contempo universale.<br \/>\nLa galleria Raffaella Cortese, tornando a <em>Un minuto<\/em>, a quella unit\u00e0 minima del tempo, porta alla luce quel diverso modo di vivere la temporalit\u00e0 di un artista all\u2019apparenza eremita, che ha invece vissuto la pi\u00f9 intensa forma di interconnessione col mondo nella donazione della propria intimit\u00e0.<br \/>\nPossiamo dire a questo punto che entrambe le mostre hanno reso visibile il paradosso dell\u2019opera di Vimercati: la possibilit\u00e0 dell\u2019intimo di divenire relazione.<br \/>\nCome la terra che solerte si ostina a girare su se stessa regalandoci l\u2019alternarsi del giorno e della notte, con la stessa ostinazione Vimercati si fonde con la propria intimit\u00e0 e dona la propria normalit\u00e0 e la propria temporalit\u00e0. Chi guarda le sue serie vede il mondo attraverso i suoi occhi, assapora le sue sensazioni e sente l\u2019universo dentro a un minuto.<\/p>\n<p><em>Arte e Critica, n. 96, autunno \u2013 inverno 2021, pp. 27 &#8211; 30.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">1. Agostino, <em>Le confessioni<\/em>, a cura di M.Bettetini, Einaudi, Torino 2015.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">2. La Galleria Raffaella Cortese ha ospitato dal 30 settembre 2020 al 23 gennaio 2021 <em>Un minuto<\/em>, a cura di Marco Scotini. La mostra era accompagnata dal catalogo <em>Franco Vimercati. Un minuto di fotografia \/ One Minute of Photography<\/em>, che raccoglie un\u2019ampia selezione delle opere di Vimercati e interventi di P.Fossati, L.Ghirri, E.Grazioli, J.Hontoria, A.Madesani, S.Menegoi e M.Scotini (Quodlibet, Macerata 2020). Le tre sedi di via Stradella hanno ospitato ognuna un decennio del lavoro dell\u2019artista: nella sede di via Stradella 7 i lavori degli anni Settanta; nella sede di via Stradella 4 i lavori degli anni Ottanta; nella sede di via Stradella 1 i lavori degli anni Novanta.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">3. M.Scotini, \u201cUn minuto e il possibile\u201d, in M.Scotini (a cura di), <em>Franco Vimercati\u2026<\/em>, cit.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">4. Casa Morandi ha ospitato dall\u20198 maggio al 18 luglio 2021 <em>Vimercati-Morandi. Ripetizioni differenti<\/em>, a cura di L.Balbi, promossa da Istituzione Bologna Musei \/ Museo Morandi con la collaborazione di Archivio Franco Vimercati e Galleria Raffaella Cortese.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">5. M.Scotini, \u201cUn minuto e il possibile\u201d, in M.Scotini (a cura di), <em>Franco Vimercati\u2026<\/em>, cit.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3827\" aria-describedby=\"caption-attachment-3827\" style=\"width: 830px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3827 size-full\" title=\"Franco Vimercati, Esposizioni multiple, 1999-2020. Photo Archivio Vimercati \u00a9 Eredi Franco Vimercati. Courtesy Archivio Franco Vimercati, Milan and Galleria Raffaella Cortese, Milan\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-min-3.jpg\" alt=\"Franco Vimercati, Esposizioni multiple, 1999-2020, series of 5 photographs, gelatin silver prints, 30,5x24,5 cm each. ed.6. Photo Archivio Vimercati \u00a9 Eredi Franco Vimercati. Courtesy Archivio Franco Vimercati, Milan and Galleria Raffaella Cortese, Milan\" width=\"830\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-min-3.jpg 830w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-min-3-768x192.jpg 768w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-min-3-18x5.jpg 18w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-min-3-300x75.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/2-min-3-600x150.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 830px) 100vw, 830px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3827\" class=\"wp-caption-text\">Franco Vimercati, <em>Esposizioni multiple<\/em>, 1999-2020, series of 5 photographs, gelatin silver prints, 30,5&#215;24,5 cm each. ed.6. Photo Archivio Vimercati \u00a9 Eredi Franco Vimercati. Courtesy Archivio Franco Vimercati, Milan and Galleria Raffaella Cortese, Milan<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Franco Vimercati who photographed, who wrote with light.<br \/>\nPhotography is the result of a mutation, it takes just an instant for the pressure of the fingertip on the button to be transformed into an impressed, fixed, permanent image. There is a profound and never fully clarified relationship between photography and time, a relationship that has often seen photography bear the burden of the responsibility of being able to stop time. Vimercati has insisted on this relationship, investigating its contradictions and intuiting its possibilities. For the artist it is not a question of pausing that present that Saint Augustine felt was too fleeting, like a moment of separation between past and future without extension, a single instant that was future and is already past,<sup>1<\/sup> it is a question of escaping the logic of time, breaking the chains of time that inexorably runs away from itself.<br \/>\nVimercati constructs a new temporal order in which the minute takes on the flavor of eternity. In <em>Un minuto di fotografia<\/em> [<em>One Minute of Photography<\/em>] (1974), a famous series with an enigmatic air, the artist shows and the observer sees the passing of a minute. A click every five seconds, not one more or one less, thirteen images of the same alarm clock, on the same anonymous and incomprehensible background. If nothing seems to change from the first to the thirteenth photograph, it is only when one takes a closer look that a small change becomes clear: there are no longer fourteen minutes to go before three o\u2019clock: one minute has passed.<br \/>\nWhat is a minute then? The word itself has an ambiguous nature, it derives from the Latin <em>minutus<\/em>, which means: to make smaller, more small. That <em>more<\/em> suggests a relationship, it is a question of shrinking something and it is natural to wonder what: time as a universal entity, life as presence and duration, or perhaps eternity. Franco Vimercati\u2019s work lies in this reduction, in shrinking the eternal and enclosing it in a photo. His series are minutes of life, reductions of existence trapped in each shot. Not pieces but reductions, in which each of those shots is the container of the entire being in the world with its ambiguities and contradictions.<br \/>\nIt is precisely this strong presence that envelops the artist\u2019s series of photographs with an aura of mystery, imbued with a certain enigmatic, inexplicable, or perhaps inexplicably clear intimacy. A cryptic atmosphere that becomes even more pressing in the anonymous background on which the objects remain suspended in a <em>non-place<\/em> that is <em>nothing<\/em>, or in a <em>place<\/em> that is <em>everywhere<\/em>, unknown and familiar at the same time, of which we cannot understand the meaning and yet is certainly significant.<br \/>\nAlong the path through the exhibition venues in via Stradella \u2013 on the occasion of the extensive retrospective titled <a href=\"https:\/\/raffaellacortese.com\/exhibition\/2020\/franco-vimercati-un-minuto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Un minuto<\/em> [<em>One minute<\/em>]<\/a> with which Galleria Raffaella Cortese, in 2020, celebrated 25 years of its activity, which started precisely with an exhibition of Vimercati<sup>2<\/sup> \u2013 something of that enigma suddenly becomes clear. The apparently lifeless backgrounds on which the shapes of the bottles, jugs and glasses are outlined, become alive to the eye of an attentive observer, charged with the presence of the artist that looms and invades. Vimercati is there, in every black, in every white and in every shade, in an unknown atmosphere of which he is part and which he actually constitutes. In such a conundrum there is therefore something unequivocal, the explicit consistency of his being there, a presence so strong as to make apparently pop objects the mirror of the deep intimacy of someone who is not me. An artist that Marco Scotini defines as \u00abisolated (by vocation and destiny), reserved and contemplative\u00bb,<sup>3<\/sup> but who has been able to show time and, in the awareness of its universality, make it a term for the relationship with the other. The sensation in front of Vimercati\u2019s work is like that of being behind the peephole of a door, like a voyeur in front of the pressing daily life of the artist and his very particular vision of the world and of life. The camera lens becomes the eye through which to glimpse the habitual life of a man, who in the obsessive repetition of a pressing routine finds the meaning of his existence.<br \/>\nVimercati writes with light the diary of his daily life and, renouncing the single work to devote himself to the series, he talks about the flow of a routine made of never superimposable repetitions, of imperceptible changes.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_3828\" aria-describedby=\"caption-attachment-3828\" style=\"width: 706px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3828\" title=\"Franco Vimercati, Un minuto, 2020, installation view, Galleria Raffaella Cortese, Milan. Photo Lorenzo Palmieri\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/4-min-3.jpg\" alt=\"Franco Vimercati, Un minuto, 2020, installation view, Galleria Raffaella Cortese, Milan. Photo Lorenzo Palmieri\" width=\"706\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/4-min-3.jpg 830w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/4-min-3-768x508.jpg 768w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/4-min-3-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/4-min-3-300x198.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/4-min-3-600x397.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 706px) 100vw, 706px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-3828\" class=\"wp-caption-text\">Franco Vimercati, <em>Un minuto<\/em>, 2020, installation view, Galleria Raffaella Cortese, Milan. Photo Lorenzo Palmieri<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Casa Morandi \u2013 which recently hosted the exhibition <a href=\"http:\/\/www.mambo-bologna.org\/museomorandi\/mostre\/mostra-311\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Vimercati-Morandi. Ripetizioni differenti <\/em><\/a><sup>4<\/sup> \u2013 wanted to highlight the link between Vimercati and Morandi. Repeated, apparently anonymous subjects; carefully studied frontal visions; images that at first glance appear lifeless, immobile; <em>still lifes<\/em> that come to life in the passing of time; visions that are similar but never the same, objects of subtle mutations, recorders of constant becoming. In the work of both artists, time fits, in Vimercati in the camera lens, between one shot and another, in Morandi between a vision and a brushstroke.<br \/>\nThe attempt to show the passing of time with the slight variations of light and sense between one second and the next is the heart in Vimercati\u2019s reasoning and Scotini describes it clearly: \u00abVimercati\u2019s work is not the photography of objects, despite all the critical literature dedicated to his prosaic and domestic references (from the jug to the vase, from the moka percolator to the soup tureen). Rather, it is the photography of events, of minimal and marginal metamorphoses, of events that escape our control. Not a catalog of things but an archive of time\u00bb.<sup>5<br \/>\n<\/sup>Vimercati almost obsessively performs the same gesture: he photographs an alarm clock every five seconds, he takes 36 photos of the same bottle (<em>Bottiglie di acqua minerale<\/em>, 1975) [<em>Bottles of Mineral Water<\/em>]. Each of those photos contains the intimacy of a moment, and each shot is part of a series that becomes the imagery of time.<br \/>\nHis work deals with an unstoppable flow, he doesn\u2019t try to capture time, he tries to see it, observe and then show it, and it is at that moment that time ceases to belong to his innermost being and becomes collective, it concerns everyone.<br \/>\nCasa Morandi, in showing the link between the photographer and the Bolognese painter, highlights this will inherent in the work of both: not to stop time but to represent it. A time that is personal and private but at the same time universal.<br \/>\nGalleria Raffaella Cortese, returning to <em>Un minuto<\/em>, to that minimal unit of time, brings to light that different way of living the temporality of an artist who appears to be a hermit, but who has instead experienced the most intense form of interconnection with the world in the donation of his own intimacy.<br \/>\nAt this point we can say that both exhibitions have made visible the paradox of Vimercati\u2019s work: the possibility of the intimate in becoming a relationship.<br \/>\nLike the earth that stubbornly keeps on turning on itself, giving us the alternation of day and night, with the same obstinacy Vimercati merges with his own intimacy and gives us his normality and his temporality. Whoever looks at his series sees the world through his eyes, savors his sensations and feels the universe within a minute.<\/p>\n<p><em>Arte e Critica no. 96, Autumn \u2013 Winter 2021, pp. 27 &#8211; 30.<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">1. Augustine, <em>Le confessioni<\/em> [<em>The Confessions<\/em>], edited by M.Bettetini, Einaudi, Turin 2015.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">2. Galleria Raffaella Cortese hosted <em>Un minuto<\/em> [<em>One minute<\/em>], curated by Marco Scotini, from September 30, 2020, to January 23, 2021. The exhibition was accompanied by the catalog <em>Franco Vimercati. Un minuto di fotografia \/ One Minute of Photography<\/em>, which collects a wide selection of Vimercati\u2019s works and contributions by P.Fossati, L.Ghirri, E.Grazioli, J.Hontoria, A.Madesani, S.Menegoi and M.Scotini (Quodlibet, Macerata 2020). The three locations in via Stradella have each hosted a decade of the artist\u2019s work: in the location in via Stradella 7 the works from the 1970s; in the location in via Stradella 4 the works from the 1980s; in the location in via Stradella 1 the works from the 1990s.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">3. M.Scotini, \u201cUn minuto e il possibile\u201d [\u201cOne Minute and the Possible\u201d], in M.Scotini (edited by), <em>Franco Vimercati&#8230;<\/em>, cit.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: 10pt;\">.4 Casa Morandi hosted from May 8 to July 18 2021, <\/span><span style=\"font-size: 10pt;\"><em>Vimercati-Morandi. Ripetizioni differenti<\/em>, curated by L.Balbi, promoted by Istituzione Bologna Musei \/ Museo Morandi with the collaboration of Archivio Franco Vimercati and Galleria Raffaella Cortese.<br \/>\n5. M.Scotini (edited by), \u201cUn minuto e il possibile\u201d [\u201cOne Minute and the Possible\u201d], <em>Franco Vimercati&#8230;<\/em>, cit.<\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Franco Vimercati fotografava, scriveva con la luce. La fotografia \u00e8 il risultato di una mutazione, \u00e8 necessario un solo istante affinch\u00e9 la pressione del polpastrello sul pulsante si trasformi in immagine impressa, fissa, permanente. 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