{"id":4313,"date":"2024-07-02T10:35:49","date_gmt":"2024-07-02T08:35:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteecritica.it\/?p=4313"},"modified":"2024-07-16T16:20:58","modified_gmt":"2024-07-16T14:20:58","slug":"topazia-alliata-un-coraggioso-spirito-novecentesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteecritica.it\/en\/topazia-alliata-un-coraggioso-spirito-novecentesco\/","title":{"rendered":"Topazia Alliata. Un coraggioso spirito novecentesco"},"content":{"rendered":"<p>Nella nota guida del Touring dedicata alle Dolomiti Orientali, il nome di Topazia Alliata compare due volte, la prima quando il 7 settembre 1935 sal\u00ec con Fosco Maraini il Castello Incantato, a quota 2650 s.l.m., e la seconda quando due giorni dopo, sempre con Fosco, super\u00f2 lo spigolo nord della Cima Cadin di San Lucano, a quota 2839 s.l.m., la pi\u00f9 alta dei Cadini.<br \/>\nTale impresa viene ricordata anche da Toni Maraini nel suo recente saggio <em>Topazia Alliata. Una galleria d\u2019arte con vista sul mondo<\/em> (De Luca Editore, 2022), un libro che va ben oltre il titolo, ossia ben oltre il racconto dell\u2019attivit\u00e0 della Galleria Trastevere, restituendo invece un\u2019immagine a tutto tondo della protagonista, dagli studi artistici avvenuti nella Palermo degli anni Trenta, all\u2019impegno nelle battaglie per la difesa dei diritti civili, alla promozione degli artisti d\u2019avanguardia.<br \/>\nNonostante la sua breve durata, la galleria che Topazia fond\u00f2 a Roma nel 1959, e che diresse fino al 1964, ha lasciato un segno indelebile grazie alla sua totale adesione al clima in cui emersero i poeti <em>novissimi<\/em>, con l\u2019<em>exploit<\/em> palermitano del Gruppo \u201963, e al sostegno che diede ai pittori <em>novissimi<\/em>, che si affermarono nello stesso periodo dando vita a quella che venne definita la Nuova avanguardia. Per Topazia ci\u00f2 fu possibile grazie a una volont\u00e0 temprata alle sfide difficili, potremmo dire, a scalare le montagne. Quella era stata, effettivamente, \u00abun\u2019impresa di cui [\u2026] andava molto fiera \u2013 racconta Toni Maraini \u2013 e sulla quale scrisse; non manc\u00f2 di evocare queste loro scalate dolomitiche in un paio di quadri del 1933: il suo autoritratto e il ritratto di Fosco alpinista\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"aligncenter  wp-image-4315\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1-min.jpg\" alt=\"\" width=\"351\" height=\"507\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1-min.jpg 677w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1-min-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1-min-300x434.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/1-min-600x868.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma questo era solo un aspetto del suo temperamento, che non ha mancato di mostrarsi in tante altre occasioni, come quando, molto presto, decise di abbandonare la pittura nonostante le sue pi\u00f9 che evidenti doti naturali, o per la fermezza con cui port\u00f2 avanti le sue battaglie: attraversando eventi, promuovendo iniziative, costruendo rapporti e stringendo amicizie. Tutto ci\u00f2 \u00e8 narrato da Maraini con una sensibilit\u00e0 che si direbbe quasi idealizzante se non fosse allo stesso tempo cos\u00ec attenta ai dettagli da renderla storia viva.<br \/>\nDal suo racconto di una vita ricca di avvenimenti, a volte anche drammatici, mi piacerebbe estrapolare un\u2019immagine sintetica che possa restituire Topazia alla nostra coscienza, un\u2019immagine che mi \u00e8 sembrato di poter cogliere a partire da quella che qualcuno ha definito una <em>stravaganza<\/em>, ma che a mio avviso, letta dalla giusta angolazione, potremmo considerare il riflesso di una visione umanistica del mondo.<br \/>\nPer far questo trovo necessario ripercorrere innanzitutto le tappe che hanno contrassegnato quell\u2019impegno civile che ella esercit\u00f2 fin da giovane, impegno che nel libro viene giustamente categorizzato come politico-sociale, visto che proprio nel passaggio ai Sessanta, ovvero in coincidenza con la dedizione di Topazia alla galleria, il lessico stava rapidamente cambiando in rapporto alle profonde trasformazioni che la societ\u00e0 attraversava.<br \/>\nParto da un passaggio che mi ha colpito. Scrivendo del definitivo trasferimento da Palermo a Roma e dell\u2019apertura della galleria, Maraini riporta una notizia apparsa su \u00abIl Mondo\u00bb all\u2019indomani dell\u2019inaugurazione: \u00abTrastevere ora ha anche una galleria d\u2019arte [&#8230;] ne \u00e8 proprietaria Topazia Alliata, che tutti conoscono per il suo amore per l\u2019arte e i suoi spregiudicati atteggiamenti politici\u00bb, e lo commenta cos\u00ec: \u00abNon \u00e8 chiaro cosa avessero di spregiudicato i suoi atteggiamenti politici, ma ogni percorso d\u2019impegno, se indipendente, sembrava allora spregiudicato\u00bb.<br \/>\nEra a tutti nota la passione di Topazia per l\u2019arte, ma che dire degli \u00abspregiudicati atteggiamenti politici\u00bb cui fa riferimento l\u2019articolo? La stessa Maraini si domanda quali potessero mai essere. Quel riferimento poteva andare agli anni siciliani \u2013 a quella data, quasi una vita precedente \u2013, alla sua partecipazione all\u2019attivit\u00e0 del <em>Circolo della Cultura<\/em> di Palermo e pi\u00f9 in generale al suo coinvolgimento nei \u00abfermenti socio-politici siciliani\u00bb quando, vicina alle idee di Aldo Capitini, partecip\u00f2 al Partito Socialista Siciliano per poi \u00abaderire agli Amici del Mondo e al nascente Partito Radicale dei Liberali e dei Democratici Italiani di Mario Pannunzio\u00bb. A proposito di tale adesione, Maraini ricorda anche che nel \u201956 Topazia aveva organizzato a Palermo un incontro-dibattito con Nicol\u00f2 Carandini, esponente del Partito Radicale, sul tema <em>Per una moderna democrazia<\/em>, con l\u2019intento di costituire una sezione palermitana del partito. In questa direzione, i trascorsi di Topazia annoveravano anche l\u2019adesione al Movimento Federalista Europeo e all\u2019Associazione Italiana per la Libert\u00e0 della Cultura, nel cui consiglio di presidenza, come \u00e8 giustamente sottolineato nel libro, figurava Lionello Venturi, con il quale Topazia \u00abrimase per anni in cordiale contatto\u00bb. Ma se in quegli atteggiamenti spregiudicati si dovesse includere tutto ci\u00f2, si dovrebbe allora aprire un pi\u00f9 serio interrogativo, la cui risposta sarebbe da ricercare dentro il conflitto tra le diverse anime che alimentarono quel fronte liberalsocialista al quale Topazia, mi pare di poter dire, faceva riferimento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_4317\" aria-describedby=\"caption-attachment-4317\" style=\"width: 628px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4317\" title=\"Movimento Federalista europeo, Tessera d\u2019iscrizione di Topazia Maraini, Palermo, 1952. Archivio Toni Maraini\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2-min.jpg\" alt=\"Movimento Federalista europeo, Tessera d\u2019iscrizione di Topazia Maraini, Palermo, 1952. Archivio Toni Maraini\" width=\"628\" height=\"392\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2-min.jpg 830w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2-min-768x479.jpg 768w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2-min-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2-min-300x187.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/2-min-600x374.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 628px) 100vw, 628px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4317\" class=\"wp-caption-text\">Movimento Federalista europeo, Tessera d\u2019iscrizione di Topazia Maraini, Palermo, 1952. Archivio Toni Maraini<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In tal caso, bisognerebbe ammettere la difficolt\u00e0 di trovare una risposta guardando dal solo versante dell\u2019arte, a meno di non servirsi dell\u2019esempio di Lionello Venturi, impegnato da sempre per la libert\u00e0 dell\u2019arte in quanto segno primo e tangibile di ogni altra forma di libert\u00e0, anche se c\u2019\u00e8 da sottolineare che egli partecip\u00f2 alla vita politica per circostanze di forza maggiore, come reazione al clima determinatosi in Europa tra le due guerre.<br \/>\nFra i due, nonostante la lontananza delle origini e della formazione, c\u2019era pi\u00f9 di qualche affinit\u00e0. Per essere espliciti, il riferimento va a ci\u00f2 che si manifestava dietro il rifiuto di Venturi di prestare giuramento di fedelt\u00e0 al Regime, che gli cost\u00f2 l\u2019esilio prima in Francia e poi negli Stati Uniti, e dietro il rifiuto di Topazia di aderire alla Repubblica di Sal\u00f2, che pag\u00f2 con l\u2019internamento in un campo di prigionia in Giappone, dove allora risiedeva con Fosco e le loro tre figlie.<br \/>\nNel caso di Topazia, arte e impegno politico fin dall\u2019inizio sembrarono camminare di pari passo, almeno fino alla fine degli anni Cinquanta, sino a quando, come mi \u00e8 parso di capire, si \u00e8 concentrata nell\u2019impegno per l\u2019arte e gli artisti.<br \/>\nOppure le motivazioni di quella <em>spregiudicatezza<\/em> di cui si leggeva ne \u00abIl Mondo\u00bb andrebbero ricercate in una direzione pi\u00f9 intima, dentro le radici familiari, nell\u2019eredit\u00e0 culturale raccolta seguendo gli interessi del padre, Enrico Alliata di Salaparuta, che \u00abal Referendum del 1946 aveva votato per la Repubblica\u00bb. Basterebbe gi\u00e0 questo per capire quanto egli fosse stravagante, o eccentrico, o potesse essere preso per spregiudicato, soprattutto se si pensa alle sue origini nobili e alla realt\u00e0 siciliana di quegli anni. E c\u2019\u00e8 di pi\u00f9, visto che fu \u00abvegetariano e autore di uno dei primi ricettari italiani di cucina vegetariana naturista, oltre che autore, nel 1931, del pamphlet <em>Contro la vivisezione<\/em>\u00bb.<br \/>\nPer completare significativamente il quadro, bisogna sottolineare anche che Enrico Alliata \u00abaveva scritto vari libri tra i quali <em>Libert\u00e0. Krishnamurti ed i pionieri del pensiero attuale<\/em>\u00bb e che del filosofo indiano era diventato amico, oltre a essere stato tra i primi a introdurne in Italia il pensiero. Vegetarianismo e pacifismo, dottrine che attraversarono quegli anni non mancando di riverberarsi nel quotidiano: Topazia era solita lasciare \u00abla chiave sotto lo stoino della sua porta e una pentola di pasta e fagioli pronta per chi approdava l\u00ec anche in sua assenza\u00bb, un segno di pace e di benvenuto a chi bussava alla sua casa.<br \/>\nErano ideali forti, che necessariamente dovevano fare i conti con la politica. Pensiamo al gi\u00e0 citato Capitini che, per intenderci, nel \u201961 dette vita alla prima Marcia della pace da Perugia ad Assisi, e alle lotte che dovette sostenere proprio all\u2019interno della sua parte politica, vicino ai cattolici. Una vicenda che tocca anche la militanza di Danilo Dolci, che i giornali chiamavano il \u00abGandhi della Sicilia\u00bb: Topazia gli dette il suo appoggio, condividendo a pieno il suo impegno per la difesa dei diritti dei meno fortunati.<br \/>\nInsomma, ce n\u2019\u00e8 abbastanza per intuire, se non proprio per comprendere, cosa si potesse nascondere dietro quel giudizio <em>tranchant<\/em> dato dall\u2019articolista de \u00abIl Mondo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_4319\" aria-describedby=\"caption-attachment-4319\" style=\"width: 369px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4319\" title=\"Giappone, settembre 1945: Topazia Alliata, Fosco Maraini e le figlie Dacia, Yuki e Toni (in braccio al padre) dopo la liberazione dal campo di concentramento di Nagoya. Archivio Toni Maraini\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3-min.jpg\" alt=\"Giappone, settembre 1945: Topazia Alliata, Fosco Maraini e le figlie Dacia, Yuki e Toni (in braccio al padre) dopo la liberazione dal campo di concentramento di Nagoya. Archivio Toni Maraini\" width=\"369\" height=\"548\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3-min.jpg 764w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3-min-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3-min-300x445.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/3-min-600x891.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 369px) 100vw, 369px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4319\" class=\"wp-caption-text\">Giappone, settembre 1945: Topazia Alliata, Fosco Maraini e le figlie Dacia, Yuki e Toni (in braccio al padre) dopo la liberazione dal campo di concentramento di Nagoya. Archivio Toni Maraini<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ad avere spinto a leggere come spregiudicati gli atteggiamenti di Topazia potrebbe per\u00f2 esserci stata anche un\u2019altra ragione. Un altro orizzonte, tutto interno all\u2019universo dell\u2019arte, che agli occhi di quello che allora si chiamava <em>borghese<\/em> \u2013 e che oggi potremmo dire <em>mainstream<\/em>, se non fosse che nel frattempo anche l\u2019arte in buona parte lo \u00e8 diventata \u2013 annoverava personaggi eccentrici o stravaganti, tali da essere scambiati per spregiudicati.<br \/>\nTopazia ha dedicato la vita all\u2019arte. Non ancora ventenne si iscrive all\u2019Accademia di Belle Arti, dove ha l\u2019occasione di manifestare la sua prima stravaganza, \u00abinfrangendo un divieto sino ad allora riguardante le donne\u00bb, e cio\u00e8 frequentando la Scuola del Nudo. \u00c8 nell\u2019arte che ci si pu\u00f2 concedere pi\u00f9 facilmente certe spregiudicatezze. Nonostante gli immediati riconoscimenti al suo talento artistico, rinuncia presto all\u2019essere pittrice (all\u2019artista sarebbe stato pi\u00f9 facile perdonare certi atteggiamenti), rimanendo per\u00f2 fedele all\u2019arte, vissuta come un modo per ribadire l\u2019insopprimibile istanza di libert\u00e0. Ne sono conferma le sue amicizie, personaggi tra loro assai diversi, ma accomunati dall\u2019impegno e da una passione tale da mettere in gioco l\u2019esistenza. Basta ricordare pochi nomi tra quelli presenti all\u2019inaugurazione della Galleria Trastevere (oltre al gi\u00e0 ricordato Lionello Venturi, Riccardo Gualino, Peggy Guggenheim, Herbert Read, Leonardo Sinisgalli) o pochi altri fra quelli che non c\u2019erano ma con i quali intrattenne una intensa corrispondenza, soprattutto con Lawrence Alloway, ma anche con Udo Kultermann, David Sylvester, Pierre Restany.<br \/>\nUn <em>parterre<\/em> tutt\u2019altro che trascurabile, al quale Topazia ha avuto la sensibilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di accostare i pi\u00f9 giovani artisti, vicini alla galleria, ribelli e contestatori; \u00aba me interessa molto esporre giovani da far conoscere\u00bb, scriveva. Un impegno preso non nei confronti di questo o di quell\u2019autore, ma in nome di una dimensione dell\u2019essere verso cui tutti gli artisti, almeno i pi\u00f9 sensibili e dotati, indicavano la strada. Un assunto portato avanti con una passione tale da consentirle di immaginare una nuova civilt\u00e0.<br \/>\nIl giudizio imputatole, dunque, poteva riguardare probabilmente le sue scelte, il suo stile di vita, le sue frequentazioni e perfino le sue amicizie. Tra queste, quelle con Emilio Villa ed Ettore Colla possono ben rappresentare lo spirito di indipendenza, ma anche di ribellione, che la caratterizzava.<br \/>\nAmicizie nate nel decennio che l\u2019ha vista fare la spola tra la Sicilia e Roma e cementate con il suo definitivo trasferimento nella capitale: \u00ab[\u2026] tramite Corrado Cagli, aveva conosciuto a Roma attorno al 1953 quel singolare personaggio \u2013 critico, poeta, grande erudito \u2013 che era Emilio Villa e quell\u2019altrettanto singolare personaggio che era lo scultore Ettore Colla. Entrambi impegnati nei progetti del Gruppo Origine e nella rivista \u00abArti Visive\u00bb, Emilio Villa e Ettore Colla erano paladini di un rinnovamento dell\u2019arte e della cultura nell\u2019Italia del secondo dopoguerra [\u2026] per molti anni lei former\u00e0 con loro un saldo sodalizio\u00bb. Un rapporto ben radicato, quindi, con questi dioscuri, personaggi scomodi nell\u2019arretrato clima culturale e politico romano, che non fece mancare, ad esempio, alcune pesanti interpellanze parlamentari sull\u2019operato della Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna diretta da Palma Bucarelli, la quale era presente, non a caso, all\u2019inaugurazione della Galleria Trastevere.<br \/>\nSe Colla, nato nel 1896, era pi\u00f9 grande di Topazia di oltre una quindicina d\u2019anni, di fatto si dimostrava non solo nello spirito ma anche nella pratica artistica pi\u00f9 vitale di tanti ventenni. Forse proprio la vitalit\u00e0 (e fors\u2019anche il <em>vitalismo<\/em>) poteva essere l\u2019elemento della loro coesione. Mi piace pensarla cos\u00ec la scelta di Topazia di riprodurre come logo della galleria la silhouette del <em>Cerchio magico<\/em>, la scultura di Colla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_4321\" aria-describedby=\"caption-attachment-4321\" style=\"width: 430px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4321\" title=\"Topazia Alliata, Autoritratto da alpinista, 1933. Collezione Dacia e Toni Maraini\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/5-min.jpg\" alt=\"Topazia Alliata, Autoritratto da alpinista, 1933. Collezione Dacia e Toni Maraini\" width=\"430\" height=\"518\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/5-min.jpg 765w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/5-min-10x12.jpg 10w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/5-min-300x361.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/5-min-600x722.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 430px) 100vw, 430px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4321\" class=\"wp-caption-text\">Topazia Alliata, <em>Autoritratto da alpinista<\/em>, 1933. Collezione Dacia e Toni Maraini<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il rapporto con Emilio Villa travalic\u00f2 le circostanze d\u2019occasione. Topazia lo aveva conosciuto ancor prima di trasferirsi a Roma, con lui aveva organizzato nel luglio del \u201956 una mostra a Palermo, <em>Le correnti orfiche<\/em>, una sorta di incubatore da cui svilupper\u00e0 una duratura collaborazione. Non doveva essere facile avere a che fare con il Villa poeta e intellettuale, e nemmeno con il Villa scrittore e critico d\u2019arte. Comunque sia, la loro amicizia dur\u00f2 un cinquantennio.<br \/>\nPer capire quale fosse lo spirito che li univa, probabilmente \u00e8 sufficiente considerare un po\u2019 pi\u00f9 da vicino quanta indipendenza ci fosse nella scelta degli artisti invitati alla mostra di Palermo. Alcuni erano gi\u00e0 celebrati, Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, altri erano giovani promesse, Mimmo Rotella, Salvatore Scarpitta, Giulio Turcato, altri ancora nomi nei quali riconoscere un valore, Nuvolo, Mario Samon\u00e0. Poi c\u2019erano gli irregolari, Paolo Buggiani, Ugo Sterpini o Amerigo Tot e infine, a completare il quadro, Aurelio Ceccarelli, Enrico Cervelli o Sergio Donnini. Tra questi ultimi, Ceccarelli sar\u00e0 l\u2019autore, anni dopo, com\u2019\u00e8 ricordato nel libro, di un \u00ablogo, poi scolpito su pietra: una silhouette vitruviana a braccia spalancate inserita in un cerchio con scritto tutto attorno Amore, Verita\u0300, Bellezza, Scelta, Giustizia\u00bb. \u00c8 il marchio del Centro dei Cittadini del Mondo, inaugurato a Rocca Sinibalda nel \u201968 per ospitare artisti, scrittori e poeti, nato per iniziativa di Caresse Crosby, gi\u00e0 famosa per avere fondato negli anni Trenta a Parigi le note edizioni Black Sun Press, e aver dato vita negli anni Cinquanta in America al movimento Women Against War.<br \/>\nVilla dette un contributo importante nel determinare la compagine rappresentata da Topazia. Gi\u00e0 l\u2019anno prima dell\u2019evento palermitano, nell\u2019aprile del \u201955, i due avevano organizzato a Roma <em>I sette pittori sul Tevere a Ponte Sant\u2019Angelo<\/em> (ancora Ceccarelli, Cervelli, Rotella e Samon\u00e0, e poi Renato Cristiano, Paola Mazzetti, Angelo Moriconi). \u00abAllestita sul Barcone <em>der Ciriola<\/em> galleggiante sul fiume Tevere\u00bb, Maraini ne sottolinea l\u2019indipendenza da luoghi e fatti istituzionali: \u00absegn\u00f2 un\u2019altra tappa originale nella situazione artistica romana. Col suo consueto spirito caustico, all\u2019entrata del barcone Villa aveva posto un cartello con su scritto <em>ammessi i cani e le biciclette, proibito l\u2019ingresso ai critici e ai mercanti<\/em>\u00bb.<br \/>\nLe mostre e i programmi di Topazia erano sempre condotti oltre ogni costrizione di stile,\u00a0 di gusto e di tendenza, ma sempre con un\u2019incontestabile coerenza e autenticit\u00e0.<br \/>\nMolti di quegli artisti giovarono del suo sostegno sul piano internazionale, ben oltre la galleria, ben oltre i suoi stessi mezzi. All\u2019interno di quel novero di artisti, Topazia scelse quelli per la mostra <em>5 Painters from Rome<\/em>, organizzata a Londra nel giugno 1958 nella Gallery One del noto Victor Musgrave. \u00c8 solo un esempio, che dimostra per\u00f2 la sua capacit\u00e0 di <em>restituire<\/em> a Roma e ai suoi artisti l\u2019attenzione che meritavano, fondendo locale e globale, per dirla con le parole di oggi.<br \/>\nLe manifestazioni di indipendenza, accompagnate dalle dichiarazioni di libert\u00e0, la centralit\u00e0 romana e l\u2019adesione alla rivolta astratta rappresentavano un coacervo di motivi sufficienti a creare quell\u2019alone polemico che incombeva su Topazia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_4323\" aria-describedby=\"caption-attachment-4323\" style=\"width: 366px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4323\" title=\"Copertina del catalogo della mostra I sette pittori sul Tevere a Ponte Sant\u2019Angelo, Roma, 1955. Archivio Toni Maraini\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/12-min.jpg\" alt=\"Copertina del catalogo della mostra I sette pittori sul Tevere a Ponte Sant\u2019Angelo, Roma, 1955. Archivio Toni Maraini\" width=\"366\" height=\"517\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/12-min.jpg 762w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/12-min-8x12.jpg 8w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/12-min-300x424.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/12-min-600x849.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 366px) 100vw, 366px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4323\" class=\"wp-caption-text\">Copertina del catalogo della mostra <em>I sette pittori sul Tevere a Ponte Sant\u2019Angelo<\/em>, Roma, 1955. Archivio Toni Maraini<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel libro se ne trova un\u2019altra traccia, quando si racconta che in \u00abun articolo di cronaca, non firmato, e probabilmente di Berenice, pubblicato il 4 aprile 1968 nella rubrica d\u2019arte de \u201cL\u2019Espresso\u201d, sotto una foto di Topazia con l\u2019amico artista Giulio Turcato si poteva leggere: \u201c[\u2026] la Galleria Trastevere [\u2026] che ha esposto per la prima volta in Italia e talvolta in Europa, artisti inglesi e americani [\u2026] e artisti italiani [\u2026], consulente di collezionisti, invece di vendere cerca di convertirli, abbandonandoli alla loro sorte se renitenti. Dopo la chiusura della galleria seguita a scoprire talenti, ad incoraggiarli, a imporli, a sostenerli e perfino ad ospitarli nel suo vecchio appartamento di tre stanze a Piazza S.Calisto, la cui porta \u00e8 spalancata a chiunque abbia dentro di s\u00e9 una scintilla che Topazia riconosce prima degli altri\u201d\u00bb. Un\u2019affermazione che l\u2019autrice commenta: \u00abSeppure gentile, il breve testo assumeva quel tono divertito che caratterizzava allora molti articoli di cronaca spicciola dell\u2019arte, come se la situazione artistica romana non necessitasse pi\u00f9 approfondite considerazioni\u00bb, e continua con tono vagamente infastidito: \u00abE come se le cose serie da rilevare a proposito di Topazia dovessero per forza colorarsi di stravaganza [\u2026]. Forse una certa visione ideologica condizionava quanto veniva allora scritto e commentato da qualche cronista o giornale con sottesa ironia sul mondo dell\u2019arte astratta nonch\u00e9 sul fatto che Topazia discendesse da una famiglia di nobili siciliani\u00bb.<br \/>\n\u00c8 fuori dubbio che in quegli anni ci fosse un forte pregiudizio sull\u2019arte astratta e i <em>pittori novissimi<\/em> e che la frequentazione degli artisti del gruppo Forma 1, che includeva pure alcuni siciliani, con la loro scelta di fondere astrattismo e marxismo, divergente dall\u2019orizzonte di interessi di Topazia, non aiutasse a chiarire le sue posizioni.<br \/>\nSi perpetuava un pregiudizio, a dirimere il quale non aiutava certo la vicenda legata all\u2019impresa familiare. E ci sarebbe da indagare sulla buona fede dei loro istigatori, visto che a propagandarlo erano proprio i vessilliferi dell\u2019area liberalsocialista e radicale.<br \/>\nComunque, il progetto di ammodernamento dell\u2019arte quale espressione di libert\u00e0 era stato preso da Topazia molto seriamente, al punto da non lasciare sola quella voce alzata da \u00abIl Mondo\u00bb.<br \/>\nMa azzardiamo ancora: forse a determinare quel clima potrebbe essere stata proprio l\u2019amicizia <em>pericolosa<\/em> con Villa, un personaggio assolutamente fuori dal comune, dall\u2019intelligenza sopraffina ma dall\u2019impeto irruento e anarchico, un ribelle nel comportamento e uno spregiudicato nell\u2019opera.<br \/>\nChe sia stata questa o qualche altra amicizia, tra le tante su cui Topazia poteva contare, fatto sta che l\u2019apertura della Galleria Trastevere la impegn\u00f2 nell\u2019impresa tutt\u2019altro che modesta, seppur comune a quel gruppo di amici, di rilanciare l\u2019arte nel <em>dopo-dopoguerra<\/em>. Uso la locuzione che usava Jannis Kounellis per indicare quegli anni, quando giovanissimo frequentava la Galleria Trastevere, perch\u00e9 rende l\u2019idea della difficolt\u00e0 di liberarsi dai vincoli che impedivano alla modernit\u00e0, come sinonimo di libert\u00e0, di affermarsi. Credo che fu proprio questa consapevolezza, unita alla disinvoltura di Topazia nel sostenere gli artisti presso i suoi autorevoli amici, ad attrarre quei giovani frequentatori della galleria (penso a Kounellis stesso, a Pino Pascali, a Maria Pioppi, ad Anna Paparatti, a Mohsen Vaziri, a Carmengloria Morales, quasi tutti coetanei, per altro di sua figlia Toni Maraini), compagni di Mohamed Melehi e tutti allievi dell\u2019Accademia di Roma, un <em>ensemble<\/em> che non si stenta a riconoscere come gruppo, con tutto il significato che questa condizione ha avuto nell\u2019ambito dei movimenti d\u2019avanguardia, quella dell\u2019essere una comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_4325\" aria-describedby=\"caption-attachment-4325\" style=\"width: 667px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4325\" title=\"Galleria Rome-New York Art Foundation, Roma, 1962: Frances McCann, Alexander Calder, Palma Bucarelli, Topazia Alliata. Per gentile concessione Milton Gendel\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/14-min.jpg\" alt=\"Galleria Rome-New York Art Foundation, Roma, 1962: Frances McCann, Alexander Calder, Palma Bucarelli, Topazia Alliata. Per gentile concessione Milton Gendel\" width=\"667\" height=\"467\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/14-min.jpg 830w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/14-min-768x538.jpg 768w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/14-min-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/14-min-300x210.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/14-min-600x420.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 667px) 100vw, 667px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4325\" class=\"wp-caption-text\">Galleria Rome-New York Art Foundation, Roma, 1962: Frances McCann, Alexander Calder, Palma Bucarelli, Topazia Alliata. Per gentile concessione Milton Gendel<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>A questo punto c\u2019\u00e8 la necessit\u00e0 di aggiungere, quasi fosse un corollario, ancora poche parole sull\u2019autrice del libro, qui preso a <em>pretesto di critica<\/em>, come avrebbe detto Venturi.<br \/>\nToni Maraini \u00e8 l\u2019ultima delle tre figlie di Topazia, ma nel libro non traspaiono mai sentimenti familiari, nonostante la naturale e necessaria condivisione della vita minuta ma soprattutto dei grandi eventi: la prigionia in Giappone, l\u2019avventuroso rientro in Europa, gli anni siciliani e poi la partecipazione a quella <em>vista sul mondo<\/em> che la Galleria Trastevere offriva. Le scelte successive di Toni sono la testimonianza pi\u00f9 sincera dell\u2019autentica passione trasmessa da Topazia per la vita e per l\u2019arte. Penso che aver condiviso quel vissuto, l\u2019europeismo dei circoli culturali frequentati da Topazia, il suo cosmopolitismo, siano stati la spinta determinante a compiere gli studi di storia dell\u2019arte, ma soprattutto ad alimentare l\u2019impegno per l\u2019arte e per la cultura dei paesi del Sud del Mediterraneo. Interesse gi\u00e0 fortemente presente nell\u2019attivit\u00e0 di Topazia, come le aveva riconosciuto Maurizio Fagiolo scrivendo su \u00abL\u2019Avanti\u00bb (<em>Artisti stranieri alla Libreria Feltrinelli<\/em>). A proposito di questi <em>ospiti segreti<\/em> di cui parla Fagiolo, Maraini scrive: \u00aberano quei giovani artisti del Sud del Mediterraneo (Egitto, Maghreb) e Vicino Oriente (Siria, Iran, Irak, Palestina) confluiti a Roma con borse di studio o per scelta, Roma essendo allora un vivace centro culturale inter-mediterraneo. Topazia non mancher\u00e0 di interessarsi ad alcuni di questi\u00bb.<br \/>\nUn\u2019ultima annotazione: se ho insistito nell\u2019indicare Topazia con il solo nome non \u00e8 stato per esibire un rapporto personale \u2013 che pure c\u2019\u00e8 stato \u2013 quanto piuttosto per sottolineare un aspetto della sua personalit\u00e0, sempre disponibile e aperta al dialogo, pronta a cogliere con semplicit\u00e0 le potenzialit\u00e0 dell\u2019altro, mai altera. C\u2019\u00e8 una circostanza apparentemente marginale riportata nel libro da cui si evince tale aspetto: \u00abAd una giornalista della BBC inglese che nel 1955, nel prendere accordi per intervistarla sulla mostra di Ettore Colla a Londra, le scriveva \u201cDear Princess\u201d, Topazia aveva risposto in una lettera \u201cplease do not call me princess, the title does not belong to me (la prego di non chiamarmi principessa, il titolo non mi appartiene)\u201d\u00bb.<br \/>\nAll\u2019opposto della triste morale gattopardesca, Topazia, che per nascita a quel mondo apparteneva, ha sempre agito affinch\u00e9 il nuovo si affermasse contro ogni forma di oscurantismo, dietro il quale si nascondono sempre la sopraffazione e l\u2019inganno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_4327\" aria-describedby=\"caption-attachment-4327\" style=\"width: 638px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4327\" title=\"Topazia Alliata con Emilio Villa, Rieti, 2002. Foto Nour Shems Melehi (per gentile concessione)\" src=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/17-min.jpg\" alt=\"Topazia Alliata con Emilio Villa, Rieti, 2002. Foto Nour Shems Melehi (per gentile concessione)\" width=\"638\" height=\"405\" srcset=\"https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/17-min.jpg 810w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/17-min-768x487.jpg 768w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/17-min-18x12.jpg 18w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/17-min-300x190.jpg 300w, https:\/\/www.arteecritica.it\/wp-content\/uploads\/2024\/07\/17-min-600x381.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 638px) 100vw, 638px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-4327\" class=\"wp-caption-text\">Topazia Alliata con Emilio Villa, Rieti, 2002. Foto Nour Shems Melehi (per gentile concessione)<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>TOPAZIA ALLIATA IN UNA TESTIMONIANZA DI ELIO MARCHEGIANI<\/strong><\/p>\n<p>Per un ricordo di Giuseppe Chiari*<br \/>\nNei primi anni Sessanta e con la nascita del Gruppo 70 ho iniziato la mia frequentazione con Firenze e gli Artisti che vi operavano. Con la mia appartenenza al Gruppo nel 1965 conobbi Giuseppe Chiari. Nacque un\u2019affettuosa amicizia consolidata dalla stima reciproca. Ricordo sempre la sua \u201cperformance\u201d alla Casa della Cultura di Livorno, da me proposta al Comune, dove, presenti decine di portuali, ho rischiato il linciaggio: ero io la causa di quel cos\u00ec poco accettato e capito evento.<br \/>\nUn giorno di quello stesso anno, guardandomi negli occhi, con i suoi capelli alla Chopin e il pallore del viso mi disse: \u00abMa noi cosa ci stiamo a fare con questi (si riferiva al Gruppo 70, ma soprattutto ad Antonio Bueno facente parte anch\u2019egli del Gruppo). Noi domani partiamo per Roma. So io dove andare\u00bb.<br \/>\nIl giorno dopo, con la mia Ford, provenendo da Livorno dove abitavo, passai a prenderlo a Firenze, iniziando un viaggio sull\u2019Aurelia durato oltre sei ore. Soffriva il mal d\u2019auto e ogni pochi chilometri dovevamo fermarci. Nel suo pallore sempre pi\u00f9 mi ricordava Chopin o meglio quell\u2019immagine chopiniana che io mi ero creato in testa.<br \/>\nArrivati a Roma mi guid\u00f2 in Piazza San Calisto al n. 9 di Trastevere. Scese di macchina, entr\u00f2 nel portone, suon\u00f2 alla porta a piano terra, la targa portava il nome Alliata.<br \/>\nNessuno apr\u00ec. Beppe si chin\u00f2, alz\u00f2 lo stuoino, prese una chiave, apr\u00ec la porta. Entrammo. Mi fu subito chiaro che conosceva benissimo la casa. Si diresse in cucina. C\u2019era sul fuoco una pentola con dentro una zuppa di fagioli da riscaldare. Mi disse: Topazia quando esce lascia sempre una pentola sul fuoco per gli amici che sanno come entrare.<br \/>\nDopo poco si apr\u00ec la porta ed apparve lei, Topazia Alliata, la principessa anche madre di Dacia Maraini. Bellissima gi\u00e0 nei suoi anni, ma ancora bellissima. Abbracci\u00f2 Chiari e volle sapere tutto di me. Scoprii che era un talent scout di molti artisti: quelli di Piazza del Popolo, quelli dei \u201cfavolosi anni Sessanta\u201d. Tra questi mi presenter\u00e0 la sera stessa Pino Pascali, quello che lei reputava, dopo aver visto il mio lavoro in foto, il pi\u00f9 affine a me. Era vero. Con Pino ho avuto un ottimo rapporto ed anche qualche mese di studio insieme.<br \/>\nHo cos\u00ec seguitato le mie frequentazioni romane con Chiari nel Circolo di Nuova Consonanza, da Vittorio Gelmetti a Carmelo Bene a Silvano Bussotti a John Cage. Topazia ha voluto il mio incontro con Maurizio Fagiolo Dell\u2019Arco, Gaspero Del Corso e Irene Brin della Galleria L\u2019Obelisco, provocando cos\u00ec il mio trasferimento nella Capitale con il distacco da Livorno e da un provincialismo che male vivevo. Tutto a causa di Beppe Chiari al quale andr\u00e0 sempre la mia riconoscenza, con la consapevolezza del grande valore della sua opera eccezionalmente innovativa nelle avanguardie, degna di sempre maggiore riconoscimento, quello che si deve ad un veramente Grande.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 10pt;\">* Elio Marchegiani, \u201cPer un ricordo di Giuseppe Chiari\u201d, in <em>Viva Chiari!<\/em>, catalogo, Fabiani Arte, Montecatini, dicembre 2007<\/span><\/p>\n<p><em>Arte e Critica, n. 97-98, primavera &#8211; estate 2023, pp. 10-16.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella nota guida del Touring dedicata alle Dolomiti Orientali, il nome di Topazia Alliata compare due volte, la prima quando il 7 settembre 1935 sal\u00ec con Fosco Maraini il Castello Incantato, a quota 2650 s.l.m., e la seconda quando due giorni dopo, sempre con Fosco, super\u00f2 lo spigolo nord della Cima Cadin di San Lucano, [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":4347,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"kt_blocks_editor_width":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[3684,3643,662,3671,3683,827,3698,3660,3696,3672,3662,3678,3677,1876,3691,3697,3675,3661,3642,3699,3658,1988,3649,3656,3688,3706,3641,3646,3673,3657,3714,3640,3693,3705,592,3694,3639,3685,3703,3713,3715,2394,3664,1937,374,3659,3653,3680,3717,3704,300,3648,353,3655,3663,3654,3711,3647,156,2411,3650,3718,3689,3644,3668,3695,3702,3665,3692,3690,3645,3716,3667,1210,591,3682,3669,3652,3710,292,141,3687,3681,1013,3651,3712,3709,1035,3676,1843,3666,3674,3701,3637,3636,3638,1570,3670,3686,3700,3707,3679,3708],"autore":[33],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.9 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Topazia Alliata. 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