{"id":4686,"date":"2024-10-07T17:11:36","date_gmt":"2024-10-07T15:11:36","guid":{"rendered":"https:\/\/www.arteecritica.it\/?p=4686"},"modified":"2026-06-27T15:41:43","modified_gmt":"2026-06-27T13:41:43","slug":"gabriella-ciancimino-piante-pirata-e-scatole-di-latta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.arteecritica.it\/en\/gabriella-ciancimino-piante-pirata-e-scatole-di-latta\/","title":{"rendered":"Gabriella Ciancimino. Piante pirata e scatole di latta"},"content":{"rendered":"<p>Uno dei lasciti pi\u00f9 significativi della generazione di artisti che ha segnato gli anni \u201990 \u00e8 sicuramente individuabile in quella necessit\u00e0 di attribuire al lavoro (termine da molti preferito, in quegli anni, a quello di opera) una funzione di catalizzatore di energie collettive, di attivatore di relazioni, di stimolatore di processi, il tutto con un orientamento che da sociale in alcuni casi poteva diventare politico. Sulla scorta di esperienze riconducibili alle sperimentazioni, e alle contestazioni, degli anni \u201960 e \u201970, ma con la sensibilit\u00e0 nuova di chi operava dopo la caduta del muro e sul finire di un secolo strabiliante quanto ingombrante sul piano delle innovazioni e dei rivolgimenti di canoni, sistemi, molte delle figure pi\u00f9 significative di quella generazione \u2013 come ormai ben sanno\u00a0<em>tutti\u00a0<\/em>gli studenti di\u00a0<em>tutte\u00a0<\/em>le accademie di\u00a0<em>tutto\u00a0<\/em>il mondo \u2013 hanno focalizzato il loro fare arte sulla costruzione di relazioni. \u00c8 diventato finanche imbarazzante ripetere la favoletta dell\u2019estetica relazionale, ma di certo quella definizione, seppure inflazionata, rimane una di quelle che meglio sintetizzano un aspetto davvero centrale del ventennio che ha chiuso il Novecento ed ha aperto il Duemila.<br \/>\nCosa \u00e8 rimasto oggi di quel lascito e come si stanno rapportando ad esso gli artisti pi\u00f9 giovani?<br \/>\nAlcuni, come \u00e8 fisiologico, se ne stanno liberando, stanno \u201cuccidendo\u201d i padri, e tornano a scindere l\u2019attivit\u00e0 artistica da quella di un impegno in termini sociali o politici, lo\u00a0<em>studio\u00a0<\/em>e la\u00a0<em>piazza\u00a0<\/em>tornano ad essere per loro entit\u00e0 separate, seppur complementari. Altri, invece, ritengono inconcepibile il lavoro senza una processualit\u00e0 che implichi uno sviluppo corale, relazionale, senza la costituzione di una temporary community. Ma c\u2019\u00e8 una cosa importante da sottolineare, c\u2019\u00e8 stato un passaggio credo irreversibile: non possono pi\u00f9 rinunciare a quella istanza di formalizzazione che \u00e8 propria dell\u2019arte e della sua lunga storia e che gli artisti di vent\u2019anni pi\u00f9 grandi avevano seriamente \u2013 e comprensibilmente per quel momento storico \u2013 rimesso in discussione.<br \/>\nPer ragionare su quello che sta avvenendo in Italia, tra i diversi casi che potrei prendere in considerazione, l\u2019attualit\u00e0 mi offre quello dell\u2019intervento realizzato da Gabriella Ciancimino a Genova per <a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/All-Allerbaggio-Ahoy-the-herbs-2013\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Villa Croce<\/a>. Un\u2019occasione per riflettere complessivamente sul suo lavoro e per verificare quanto fin qui affermato.<br \/>\nPartita da una indagine sul cibo inteso come trasmis\u00adsione di memoria e volano relazionale, da qualche anno Ciancimino, anche grazie ad un certo numero di residenze e progetti condotti tra Europa e Africa (<a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/The-Flow-of-Flowers-Rabat-2012\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L\u2019Appartement22<\/a> a Rabat, <a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Mixture-of-Plants-The-Edelweiss-2012\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rondo Studios<\/a> a Graz, <a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Le-jardin-de-la-Resistance-2013\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Kunsthalle di Mulhouse<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Vedute-con-Fiori-Views-with-Flowers-2012\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">B\u00e9nin Biennale<\/a> etc.), sta lavorando sulla stratificazione e sulla manipolazione di segni e simboli che le culture tramandano, concentrandosi in particolar modo su vicende legate alle piante endemiche e alle erbe spontanee. Vicende che sono divenute per lei una sorta di lente privilegiata attraverso la quale poter accedere alla storia profonda dei luoghi e poter sperimentare la formulazione di una metafora politica.<br \/>\nLo studio sulle piante \u00e8 partito da letture sensibili all\u2019idea di terzo paesaggio di Gilles Cl\u00e9ment e si \u00e8 intrecciato da subito con l\u2019analisi di alcuni tratti della sua terra, la Sicilia, a partire dai resoconti dei viaggiatori, prima e dopo Goethe. La ricerca in campo culinario e lo studio delle piante si incontrano sul terreno delle specie endemiche (anche la menta, l\u2019aglio, la cipolla, lo zafferano, cos\u00ec presenti nella cucina siciliana, sono endemiche) e da l\u00ec parte un meraviglioso viaggio dentro la <em>storia minore\u00a0<\/em>delle coste del Mediterraneo che l\u2019artista decide di leggere anche come storia di una resistenza. Lavorando tra Sicilia e Africa, infatti, tutto diventa pi\u00f9 chiaro, e si definisce meglio una metodologia di lavoro: le idee figurali e gli stilemi del Liberty, che da sempre albergavano \u2013 da palermitana \u2013 nel proprio background visivo e che erano cos\u00ec vicini al proprio ductus grafico, diventano la matrice formale per la costruzione di un universo figurativo ove la storia delle piante corre parallela \u2013 o talvolta addirittura si sostituisce per via di metafora e con l\u2019ausilio di calembour \u2013 a quella delle persone, in uno scenario ove la ricostruzione storica diventa un tutt\u2019uno con l\u2019espressione di un\u2019istanza politica, con una proiezione libertaria.<br \/>\n\u00c8 cos\u00ec che nascono i\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Liberty-Flowers-2012\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>liberty flowers<\/em><\/a>, i disegni\/collage, gli stamp con i fiori della resistenza, ma a questo punto va ricordata un\u2019altra lettura decisiva, l\u2019<em>Ecologia Sociale\u00a0<\/em>di Murray Bookchin, che oltre a rimettere in ordine tutte le idee che l\u2019artista aveva condiviso nei centri sociali cos\u00ec come sui muri della Palermo borderline o tra gli amici musicisti di cultura hip hop, offre una struttura portante per tutto il lavoro successivo.<br \/>\nQuali sono dunque le costanti di questo metodo di lavoro? Dalle azioni dei primi anni, spesso di stampo ludico, fino agli interventi pi\u00f9 recenti (per esempio il recentissimo progetto per Mulhouse), Ciancimino ha costantemente ricercato un\u2019interazione con gruppi pi\u00f9 o meno numerosi di persone, dalle donne marocchine del Rif con le quali cucire o piantare bulbi di zafferano alla fioraia e al pubblico del mercato di Graz per realizzare gli origami delle\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Garlands-of-Flowers-2012\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Garlands of Flowers<\/em><\/a><em>\u00a0<\/em>accompagnate dal lavoro\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Mixture-of-Plants-The-Edelweiss-2012\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Mixture of Plants<\/em><\/a>, dedicato all\u2019Edelweiss, il fiore simbolo della resistenza antifascista. Ma la partecipazione corale, oltre che momento cruciale della fase realizzativa, \u00e8 sempre stata anche un anello significativo del momento inaugurale delle mostre o del loro quotidiano nel museo, penso ad esempio alla lavagna con i gessetti per i commenti sul concetto di libert\u00e0 presso La Halle de Pont-en-Royans in Francia (in una collettiva curata da Abdellah Karroum) o, prima ancora, alle panelle preparate e distribuite durante un opening all\u2019American Academy di Roma. La relazione costrutti\u00adva, l\u2019intesa autentica con il pubblico accidentale della strada o con quello motivato e preparato del museo, \u00e8 nutrimento, \u00e8 struttura, \u00e8 finalit\u00e0.<br \/>\nE farei rientrare in questa dimensione anche la ripetuta contaminazione con la sfera musicale: quasi in ogni progetto, un gruppo di musicisti diviene parte integrante dell\u2019iter processuale, operando in vario modo con i materiali acustici generatisi lungo il percorso (dalla campionatura dei rumori della cipolla che frigge in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Video-If-iu-Fil-homsik-Tink-in-Dailect\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Ritratto in nero di seppia<\/em><\/a>, 2010, al coro delle mondine e ai rumori della raccolta e lavorazione del riso in\u00a0<a href=\"https:\/\/www.ciancimino.it\/Dalla-Terronia-col-Furgone-2011\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><em>Dalla Terronia col Furgone<\/em><\/a>, del 2011).<br \/>\nInfine entrano in gioco i saperi: c\u2019\u00e8 la collaborazione con gli studiosi, per lo pi\u00f9 di botanica, la consultazione dei libri antichi, dei documenti storici negli archivi e nelle biblioteche, la relazione con i vivaisti cos\u00ec come con i direttori degli orti botanici ed \u00e8 l\u00ec, tra sapere scientifico e dimensione empirica, tra sapere costituito e spontaneismo, che si dipana la storia delle forme e si palesa il senso della\u00a0<em>migrazione dei simboli<\/em>.<br \/>\nBene, siamo arrivati al punto di snodo. Se tutto questo si fermasse qui, ci troveremmo di fronte ad un\u2019artista che ha assimilato al meglio la lezione degli anni novanta e che si pu\u00f2 perfettamente iscrivere, sotto varie possibili etichette, nell\u2019elenco di quanti portano avanti un certo tipo di discorso seguendo un codificato ventaglio di riferimenti. Ma il suo lavoro non si ferma qui. La costruzione di un universo figurativo corrisponde alla riappropriazione di un tessuto visivo, e prima ancora espressivo, che ha radici lontane, cos\u00ec lontane ma cos\u00ec profonde da permettere di accostare, senza bisogno di mediazioni, enunciati formali anche molto distanti nel tempo per via di un\u2019irrinunciabile appartenenza ad una lunga storia culturale comune. Lavorare sul e per il Mediterraneo significa andare a ricercare un\u2019altra risposta alle cose, significa guardare indietro per poter andare avanti in un altro modo. E questa esigenza di riscrittura di un futuro possibile passa anche attraverso la rilettura della secolare storia delle forme e la riproposizione delle tante tecniche che ne hanno reso possibile l\u2019esplicazione, dal disegno alla ceramica, dalla scultura all\u2019incisione, dal collage al murales. Tutto questo, ovviamente, \u00e8 anche un viaggio, parallelo, alla scoperta di s\u00e9.<br \/>\nOra, il problema, per la generazione di Ciancimino, ossia per la prima generazione cresciuta nell\u2019era globalizzata, \u00e8 quello di capire esattamente chi \u00e8 questo s\u00e9 e, di conseguenza, qual \u00e8 il mondo. Ed \u00e8 per questo, forse, che la processualit\u00e0 relazionale \u00e8 ritenuta da molti irrinunciabile. Il portato di questa generazione, e lo si vede gi\u00e0 molto bene, \u00e8 la riaffermazione di una dimensione espressiva soggettiva attraverso una ricostituzione corale del soggetto, e poi, come secondo passaggio, la riscoperta della forma come luogo di necessit\u00e0.<br \/>\nDunque, la storia \u00e8 questa: tra gli interessi dell\u2019artista ci sono, come detto, le erbe spontanee; dovendo progettare un intervento nel giardino di Villa Croce, le viene naturale accorgersi che il giardino ne \u00e8 pieno, soprattutto dopo essersi imbattuta nella notizia che il Comune di Genova ha indetto una campagna per liberare la citt\u00e0 dalle infestanti. Con un po\u2019 di studi si accorge che nei secoli molte piante sono state portate da un paese all\u2019altro nelle stive delle navi (non ci dimentichiamo che Genova \u00e8 la citta di Cristoforo Colombo). Nel frattempo, rileggendo un po\u2019 di pagine di storia genovese, ma anche siciliana e pi\u00f9 in generale mediterranea, balzano fuori con tutto il loro peso politico i pirati e la funzione che hanno svolto per l\u2019economia di vari potentati. Egualmente infestanti ma necessarie, la vicinanza di destini e ruoli tra pirati e piante spontanee diventa una piattaforma di analisi. La cucina dei pirati rivela la centralit\u00e0 del biscotto come cibo di sopravvivenza in mare e l\u2019importanza della scatola di biscotti in latta si lega alla sua capacit\u00e0 di farsi contenitore sicuro per il trasporto clandestino in mare di oggetti disparati, dai semi delle piante, appunto, alle banconote o alle bibbie. La presenza di scatole di latta sulle spiagge si fa testimonianza certa, nel tempo, della presenza di pirati in quelle acque.<br \/>\nBarche di legno decorate con inserti in latta e ospitanti erbe spontanee: ecco uno dei temi figurativi da sviluppare per l\u2019intervento nel giardino del museo. La decorazione \u00e8 quella delle scatole, ma lungo la ricerca emerge anche quella tipica del linguaggio piratesco, ove simboli amorosi di tradizione medievale si trasformano in aggressivi richiami conflittuali. Piante infestanti, pirati e tatoo hanno in comune parecchie cose. Per una coincidenza fortunata intercettata dalla curatrice del progetto, Ilaria Bonacossa, gli esecutori delle barche e dei decori in latta diventano i carcerati del Marassi, che stavano proprio per iniziare un corso di falegnameria. L\u2019artista lavora con loro per giorni, ed \u00e8 con loro che realizza anche le ghirlande di fiori origami che le persone indosseranno la sera dell\u2019inaugurazione piegando, e non poteva essere diversamente, le pagine del rac\u00adconto di Calvino.<br \/>\nMa dalla ricerca sulle piante che nei secoli hanno viaggiato clandestinamente intrecciata a quella sulla cultura e gli usi pirateschi \u2013 la stessa ricerca che ha portato all\u2019incontro col giardiniere anarchico Libereso e poi con i fondatori dell\u2019Associazione Piante in Viaggio, che guarda caso ha sede proprio a Genova \u2013 sono emersi tanti e tanti segni che rimangono in cerca di una superficie ove depositarsi, e tante suggestioni che attendono una restituzione di qualche tipo (per esempio quella della musica e del canto come ausilio alla crescita delle piante). A questo punto le tessere del puzzle vanno tutte al proprio posto: l\u2019universo segnico piratesco trova spazio in un grande murales che corre lungo lo scalone della Villa; le piante spontanee vengono portate dagli abitanti di Genova e piantate nelle barche di legno come in una sorta di temporanei microgiardini urbani; la storia di Libereso viene fissata in un <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/75053596\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">video<\/a> e a fargli da contrappunto due giovani musicisti compongono due brani per la crescita delle piante pirata stivate nelle barche del giardino del museo.<br \/>\nIl grande murales dello scalone di Villa Croce e le barche\/orto del giardino, testimoni di un viaggio molto articolato tra discipline disparate e comunit\u00e0 dai tratti del tutto speciali, affermano con perentoriet\u00e0, ma anche con una certa disinvoltura, che \u00e8 trascorso un tempo, e che siamo negli anni dieci. Qualsiasi processualit\u00e0 di tipo relazionale ha un senso davvero profondo se trova in una formalizzazione artistica di valore la sua possibili\u00adt\u00e0 di trasformarsi in un bene collettivo duraturo.<\/p>\n<p><em>Arte e Critica, n. 75\/76, autunno 2013, pp. 80-81.<\/em><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno dei lasciti pi\u00f9 significativi della generazione di artisti che ha segnato gli anni \u201990 \u00e8 sicuramente individuabile in quella necessit\u00e0 di attribuire al lavoro (termine da molti preferito, in quegli anni, a quello di opera) una funzione di catalizzatore di energie collettive, di attivatore di relazioni, di stimolatore di processi, il tutto con un [&hellip;]<\/p>","protected":false},"author":3,"featured_media":4696,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"kt_blocks_editor_width":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[29],"tags":[4268,4173,4269,4274,4253,4248,4272,4271,426,4261,4266,4254,4148,4245,4264,123,4256,4257,4180,4263,4187,4252,4250,4267,4273,3000,4260,963,4265,4262,1210,4255,4259,4258,4249,4270,4251,2920,4246,1690,4247],"autore":[53],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v15.9 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Gabriella Ciancimino. 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